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Il Digital Patient® ed il futuro dell’odontoiatria moderna

4 Ottobre 2022

Il Digital Patient® ed il futuro dell’odontoiatria moderna

Dott. Andrea Bevilacqua, DDS*

* Odontoiatra libero professionista, esperto in digital dentistry. Laureato presso l’università statale degli studi di Milano nel 2020. Ideatore e CEO del concept rivoluzionario Digital Patient®. Socio attivo di Digital Dentistry Society e SIPRO. Key Opinion Leader per Medit. Autore del libro “Digital Patient in Dentistry”, 2020. Promuove soluzioni tecnologiche e nuovi concepts in digital dentistry tra cui: Perfect Smile Concept®, Tartar Q®, ParodontOK®. Relatore a meeting nazionali e internazionali.

Andrea, come mai ha deciso di intraprendere questa professione?

Mio papa mi ha introdotto nel mondo dentale fin da quando ero piccolo: mi ha sempre portato con lui agli eventi e ai congressi odontoiatrici. Ricordo con piacere quando partecipai all’età di 7 anni alla fiera Expodental, che era ancora organizzata a Milano: mi sentivo vicino a quel mondo e guardavo con stupore tutti gli stands. Ho sempre avuto le idee chiare sul mio futuro perchè ho vissuto molto tempo della mia infanzia tra studio e laboratorio: mi divertivo molto a giocare con i modelli in gesso. Ho deciso di intraprendere questa professione perche ho sempre visto l’odontoiatra come un super eroe dotato di poteri eccezionali: poter togliere il dolore e permettere alle persone di poter sorridere di nuovo credo sia impagabile. Oggi posso dire di essere molto contento di svolgere questa professione.

Qual è il suo sogno?

Ho sempre sognato di digitalizzare ogni singolo paziente per poter eseguire le migliori cure dentali, velocemente e senza alcun discomfort. E credo che già ora sia possibile. Grazie all’intelligenza artificiale, la stampa 3D , il cloud e gli scanner siamo già a buon punto per la realizzazione di questo obiettivo. C’e ancora molto da fare ma credo che nei prossimi 2-3 anni, grazie alle nuove tecnologie come realtà virtuale e metaverso, potremo sviluppare nuovi workflows per la cura del paziente

Ci può spiegare meglio in cosa consiste il protocollo Digital Patient®?

Il Digital PatientR e un avatar biomedicale, cioè una versione digitale identica al paziente fisico. Il protocollo prevede l’utilizzo di scanner, dati radiografici e altri dati biomedicali che servono per raccogliere le informazioni 3D. Tutti i dati sono allineati tra di loro ma sono al tempo stesso segmentati. In questo modo ogni singolo dato 3D rappresenta un file 3D solido (.stl, ply, .obj). Il protocollo Digital PatientR prevede la creazione di una versione iniziale del paziente virtuale che viene utilizzata come base di partenza: da quel momento particolare e possibile aggiornare il Digital PatientR, in base alle evoluzioni del trattamento. Man mano che il paziente trascorre la propria vita odontoiatrica, verranno aggiornati i dati biomedicali, in modo tale da creare un archivio di dati comparabili tra loro. Qual è la sua vision?

Vorrei che il Digital PatientR possa crescere e possa acquisire valore all’interno della comunità medica per migliorare la ricerca in medicina. La ricerca su paziente dovrebbe partire dal Digital PatientR come unita base per la comparazione di dati. Credo fortemente che la ricerca medica mettendo il dato 3D, arricchito di dati biometrici al centro, possa trarne grande beneficio. Potranno inoltre essere comparati più dati grazie all’intelligenza artificiale. In vista anche dell’aumento demografico mondiale che avremo nei prossimi anni, sarà una sfida interessante poter visitare e curare tutti i pazienti mantenendo alti standard. Rendere la diagnosi accessibile, a basso costo, veloce e ubiquitaria sarà l’unica via da percorrere. Il Digital PatientR ci aiuterà a vincere questa sfida abbattendo le barriere temporali e spaziali.

Come vede il futuro del mondo odontoiatrico?

Credo che sarà ora si intraveda quello che ci prospetta: metaverso, tracking live dei movimenti tramite smartphone, stampa 3D di diversi materiali biomedicali, intelligenza artificiale, ecc. Sicuramente il futuro sarà avvincente perchè le tecnologie continueranno a migliorare anno dopo anno e ci permetteranno di effettuare diagnosi più accurate e terapie più veloci e di alto livello. Penso che la grande rivoluzione sarà il passaggio da una odontoiatria statica ad una più dinamica: in questo modo sarà possibile utilizzare le stesse regole che troviamo in natura senza il bisogno impellente di “cercare di trasferirle” introducendo errori. Il tracking di movimenti mandibolari e solo il primo punto verso la registrazione dei movimenti del paziente. La sfida sarà quella di riuscire ad integrare tutte queste nuove tecnologie all’interno dei nostri studi dentistici senza appesantire il workflow giornaliero. Cambieranno i ruoli e il peso dei players all’interno del mercato odontoiatrico: odontoiatri, odontotecnici e aziende del settore dentale così come le conosciamo dovranno effettuare un processo di trasformazione, per offrire servizi diversi da quelli richiesti oggi. Il mondo sta cambiando profondamente e i professionisti del settore dovranno studiare nuove soluzioni e serviranno nuove skills per affrontare il futuro da protagonisti.

Che consiglio può dare ai dentisti che vogliono digitalizzarsi?

Parlando con i colleghi, giovani e meno giovani, sembra ci sia ancora un po’ di diffidenza verso le nuove tecnologie digitali in odontoiatria. Possiamo prendere l’esempio del “take off” sulla tavola da surf, cioè: “alzarsi sulla tavola il più velocemente possibile, al momento giusto”. Già, sembra facile, ma qualunque principiante alle prese con i suoi primi tentativi sa che non e così semplice. Bisogna partire per gradi anche con gli investimenti: lo scanner intraorale credo possa essere la porta d’accesso al mondo digitale per l’odontoiatra che vuole effettuare il salto. La curva di apprendimento non è uguale per tutti: il segreto non è imparare tutte le procedure possibili in maniera digitale dal guru di turno, ma incominciare a ragionare in digitale. Nel mio caso per esempio dedicare del tempo per capire gli errori che effettuavo e andare a fondo per risolverli, mi ha permesso di migliorare i miei risultati clinici e formulare workflows completamente nuovi con metodiche digitali. Sicuramente l’offerta formativa, sia online sia in presenza, su questo argomento al momento risulta molto valida.

 

Pubblicato su Infodent Ottobre 2022 - Rubrica Dental Tech