ICA e antibiotici: il report
02 Febbraio 2024
uomo tira una manciata di patogeni

Un recente studio condotto in Italia ha sollevato preoccupazioni riguardo alla diffusione delle infezioni correlate all'assistenza (ICA) e all'ampio utilizzo di antibiotici negli ospedali per acuti. Analizzando i dati di 60.404 pazienti in 325 ospedali sparsi su 19 Regioni/Province autonome nel novembre 2022, è emerso che una percentuale significativa, il 41,67%, dei pazienti era trattata con almeno un antibiotico, evidenziando la prevalenza elevata del ricorso agli antibiotici nelle strutture ospedaliere italiane.

Inoltre, il documento, prodotto da epiCentro evidenzia che, considerando tutte le ICA, comprese quelle da SARS-CoV-2, la prevalenza media di pazienti con queste infezioni era dell'8,8% per singolo ospedale. Tra le infezioni più comuni, si segnalano quelle del basso tratto respiratorio (19,2%), le infezioni del sangue (18,8%), le infezioni delle vie urinarie (17,1%), il COVID-19 (16,3%) e le infezioni del sito chirurgico (10,5%).

Questo studio mostra anche che, escludendo i casi di COVID-19, i microrganismi più frequentemente identificati nei pazienti erano Escherichia coli (11,7%), Klebsiella pneumoniae (11,6%) e Pseudomonas aeruginosa (8,2%). L'età media dei pazienti coinvolti nello studio era di 61,63 anni, e il 60,30% di essi aveva almeno un dispositivo invasivo al momento dello studio, fattore che aumenta il rischio di infezioni.

Dati che sottolineano l'importanza di continuare a monitorare l'uso degli antibiotici e la prevalenza delle infezioni correlate all'assistenza sanitaria per implementare strategie efficaci di prevenzione e controllo in tutti gli ospedali.
 

Nel Materiale Informativo è possibile scaricare il report completo

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