Secondo diverse analisi cliniche, fino al 75% delle lesioni non accidentali legate ad abusi fisici interessa il distretto cranio-facciale. Ciò significa che dentisti, igienisti e odontoiatri sono tra i professionisti sanitari che più frequentemente possono trovarsi di fronte a indicatori sospetti.
Tra i segnali più comuni osservabili in studio:
- contusioni, lacerazioni o ecchimosi in zone del volto difficili da spiegare;
- fratture dentali o sospette lesioni da trauma ripetuto;
- atteggiamento difensivo del partner che accompagna la paziente;
- evidente ansia, reticenza o disagio durante l’anamnesi.
Questi elementi, se contestualizzati, possono rappresentare un campanello d’allarme.
L’importanza dell’ascolto clinico e umano
Gli studi odontoiatrici sono un luogo in cui il rapporto di fiducia tra professionista e paziente è molto forte. La visita clinica ravvicinata, la durata dell’appuntamento e la necessità di un dialogo costante permettono di instaurare una relazione che facilita la percezione di eventuali malesseri.
In questo contesto, l’ascolto empatico diventa uno strumento diagnostico tanto quanto l’osservazione clinica. Notare un cambiamento improvviso nel comportamento, un’esitazione nel rispondere a domande semplici o un disagio evidente può essere il primo passo per aiutare una persona in difficoltà.
Il settore dentale non può e non deve sostituirsi alle autorità, ma può svolgere una funzione determinante di intercettazione precoce e di orientamento verso servizi adeguati.
- Raccogliere informazioni con delicatezza, ponendo domande neutrali e non giudicanti quando un trauma appare incoerente con la spiegazione fornita.
- Documentare accuratamente eventuali lesioni sospette, come previsto dalle linee guida cliniche.
- Conoscere i servizi territoriali di supporto, come centri antiviolenza, sportelli dedicati e numeri di emergenza, così da poter fornire alla paziente un’indicazione utile nel momento più opportuno.
- Garantire sempre la privacy, evitando di parlare di segnali sospetti in presenza di accompagnatori potenzialmente coinvolti.
La violenza di genere è un fenomeno che può essere intercettato solo grazie a una rete multidisciplinare. Il mondo odontoiatrico può dare un contributo significativo attraverso:
- formazione clinica e comportamentale del personale di studio;
- protocolli chiari per la gestione dei casi sospetti;
- campagne di sensibilizzazione rivolte anche ai propri pazienti, ad esempio tramite materiali informativi in sala d’attesa.
Essere preparati significa mettere al centro la sicurezza della persona, non invadere la sua sfera privata.
La Giornata mondiale contro la violenza sulle donne non è solo un momento simbolico, ma un invito a riconoscere le responsabilità di ogni settore della società.
Riconoscere un segnale, ascoltare una parola non detta o offrire un contatto utile può rappresentare il primo passo verso la protezione e la rinascita di una donna vittima di violenza.



