Flusso digitale in protesi: quali le maggiori novità in arrivo?

Intervistiamo Francesco Biaggini, CEO di IPD Abutmentcompatibili.com, per capire insieme a lui cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi anni, a livello di flussi di lavoro digitali in implantoprotesi.

Mangano: Buongiorno Francesco.

Biaggini: Buongiorno Dr. Mangano.

Mangano: Mi dai del “lei” ora, ma eravamo rimasti nel 2022 con un meno formale “tu”.

Biaggini: Si è vero.. allora restiamo sul “tu” che è più facile e poi dopo tutte le interviste che mi hai fatto possiamo anche permettercelo e manteniamo la continuità di protocollo del 2022.

Mangano: A proposito di continuità con il 2022, cosa è cambiato secondo te nel settore implantologico e protesico da gennaio 2022 a gennaio 2023?

Biaggini: nell’ultimo anno non ci sono state enormi rivoluzioni, dovremmo aspettare IDS e Expodental per vedere cosa le aziende hanno sviluppato in questi ultimi 12 mesi, quello che è maturato invece è la consapevolezza dei flussi digitali. L’onda lunga della digitalizzazione ha allagato una parte consistente degli studi dentistici e il chairside sta iniziando ad essere industrialmente interessante. Tralasciando tutte le possibili polemiche su ruoli e autorizzazioni sulla produzione dei dispositivi medici da parte degli odontoiatri, industrialmente si iniziano a vedere tecnologie e materiali interessanti. La tecnologia additiva in studio è la stampa 3D e i materiali prima completamente immaturi e primitivi iniziano ad essere molto interessanti.. Vedi DWS con la sua D-Fab e le su resine per definitivi e provvisori, oppure Bego con la Varseo SmileTemp, ma la stessa Voco sta per uscire con un prodotto innovativo su stampa, e quando Voco si muove solitamente non sbaglia.

Mangano: Quindi ritieni che il chairside sarà il grande cambiamento del 2023?

Biaggini: Si, il chairside sarà l’innesco, la miccia che spingerà il mercato a riformarsi. Il laboratorio odontotecnico dovrà puntare su servizi e produzione di qualità, dovrà riportare dentro le lavorazioni che negli ultimi anni ha subappaltato ad aziende esterne come la fresatura, oggi ci sono laboratori che danno fuori la zirconia! Io porterei dentro tutto, zirconia e metallo, lascerei all’industria il sinterizzato e la ripresa ma il resto lo vorrei in casa.

Mangano: Ritieni che i laboratori italiani siano pronti a questo cambiamento?

Biaggini: Non tutti, tanti dovranno decidere come strutturarsi per il prossimo decennio. Probabilmente i più anziani cambieranno vita, dedicandosi ad una più felice pensione. Per come sono strutturati oggi, non credo possano affrontare la rivoluzione che il chairside porterà.

Mangano: Mentre gli studi dentistici sono pronti a questo cambiamento?

Biaggini: Non tutti, stesso identico problema: ci sono studi medici troppo piccoli o con standard inadeguati, ci sono troppi medici dentisti in età avanzata, forse incompatibili con un flusso digitale completo come il chairside spinto. Gli investimenti devono essere importanti, il tempo dedicato alla formazione deve adeguato. I cambiamenti portano opportunità per alcuni e crisi per altri.

Mangano: Tu e la tua azienda siete pronti al chairside?

Biaggini: Si, siamo pronti, con la consapevolezza di dover accompagnare con paterna pazienza alcuni e correre rapidamente accanto ed altri, il mercato sarà inizialmente disomogeneo e incostante, ma abbiamo oggi e in serbo per domani soluzioni che permetteranno a medici e odontotecnici di affrontare la burrasca del chairside.

Mangano: Grazie Francesco è sempre interessante parlare di visioni future con una persona come te.

Biaggini: Grazie a te e allo spazio che mi hai dedicato qui su DentalTech.

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