Filler con sperma di pesce: moda in crescita, ma emergono dubbi
DNA
Una pratica estetica sempre più diffusa utilizza polinucleotidi estratti dallo sperma di pesce per rigenerare la pelle. Gli studi mostrano potenziali benefici, ma esperti invitano alla cautela per rischi scientifici ed etici.

Negli ultimi anni la medicina estetica, invasiva e non invasiva, è cresciuta rapidamente anche tra i più giovani, spesso influenzati da trend social e personaggi noti. In questo scenario, la BBC segnala una nuova pratica in forte diffusione: le iniezioni estetiche a base di polinucleotidi estratti dallo sperma di pesce. Una procedura che, nonostante sembri curiosa, è al centro di diversi studi.

 

Come funzionano le iniezioni di DNA di pesce

Le iniezioni non utilizzano sperma di pesce in forma naturale, ma polinucleotidi (PDRN) ricavati da esso. Queste molecole vengono impiegate per stimolare la rigenerazione cutanea in profondità. Considerati una delle novità più promettenti della medicina estetica, i polinucleotidi sono descritti come trattamenti meno invasivi, con un’azione paragonabile a un “rinforzo vitaminico” per la pelle.

 

Perché si scelgono questi filler e quanto costano

Diversi studi clinici riportano che l’utilizzo dei polinucleotidi possa:

  • migliorare la qualità e la luminosità della pelle,
  • stimolare la produzione di collagene ed elastina, proteine essenziali per la struttura cutanea,
  • supportare il trattamento di acne o altre imperfezioni.

Il trattamento è richiesto sia da giovani sia da adulti interessati a ringiovanire la pelle.

Secondo la BBC, il costo per seduta nel Regno Unito varia tra 200 e 500 sterline, con almeno tre sedute necessarie per osservare i primi risultati.

 

Sicurezza, dubbi e questioni etiche

La maggior parte degli studi disponibili considera la procedura relativamente sicura, ma non mancano le perplessità.

Alcuni esperti suggeriscono di attendere ulteriori ricerche prima di un utilizzo troppo diffuso, temendo potenziali effetti negativi sui nucleotidi umani. Sono infatti riportati anche casi di pelle rovinata dopo il trattamento.

Oltre agli aspetti clinici, emergono anche critiche etiche, poiché l’utilizzo di derivati animali a scopo esclusivamente estetico solleva interrogativi sulla sostenibilità e sulla necessità di queste pratiche in una società più attenta all’impatto ambientale.

Per i professionisti dell’estetica è utile ricordare ai pazienti che, pur essendo una tecnica promettente, richiede ancora conferme solide sulla sicurezza a lungo termine. Informare in modo chiaro su benefici, limiti, costi e possibili implicazioni etiche aiuta a orientare scelte più consapevoli.


Fonte: Fanpage

 

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