Effetti Nano-HA su Rigenerazione Ossea Alveolare
Render 3d di utilizzo nano idrossiapatite
Nel settore commerciale, esiste una vasta gamma di biomateriali osteoconduttivi e osteoinduttivi disponibili per l'uso clinico

Tra i materiali osteoconduttivi, i professionisti del settore possono scegliere tra biomateriali di origine eterologa, che includono quelli derivati da fonti bovine, suine ed equine, nonché biomateriali provenienti da fonti naturali quali i coralli e le idrossiapatiti.
Recentemente, si è sviluppata la capacità di sintetizzare nano-idrossiapatite (nano-Ha) e di creare impalcature (scaffold) personalizzate mediante tecniche digitali.

Nonostante la disponibilità di una vasta varietà di biomateriali, non esistono prove scientifiche conclusive che attestino la loro efficacia indispensabile nella preservazione dei siti dopo l'estrazione dentale o nell'attuazione di tecniche di rigenerazione ossea guidata. Tuttavia, ci sono indicazioni che alcuni prodotti possano offrire una maggiore stabilità e permanenza nel sito di impianto rispetto ad altri. Questa variabilità sottolinea l'importanza della scelta del materiale adeguato in base alle specifiche esigenze cliniche e al contesto d'uso.

Oggi, l'utilizzo di biomateriali nella pratica clinica odontoiatrica è considerato una pratica routinaria. Il sogno di ogni dentista è senza dubbio quello di avere una "pozione magica" capace di rigenerare grandi volumi di osso e, magari, anche di accelerare i tempi di guarigione. Sfortunatamente, le attuali evidenze scientifiche evidenziano che ciò non è ancora realistico e la maggior parte dei biomateriali funziona esattamente allo stesso modo, ovvero forniscono un'impalcatura ottimale per dare ai coaguli di sangue la possibilità di procedere con una guarigione ottimale tramite intervento primario.

In questo studio pilota, pubblicato sulla rivista Medicina e condotto da un team di ricercatori italiani, è stato esplorato l'uso di un biomateriale avanzato basato su nano-idrossiapatite, per la preservazione del sito alveolare post-estrattivo. 
Rappresenta un innesto osseo sintetico, formulato con idrossiapatite nanostrutturata biomimetica, progettato per applicazioni in diversi ambiti chirurgici, inclusi quelli orale-maxillofacciale, ortopedico, traumatologico, della colonna vertebrale e neurochirurgico. 

Nello specifico caso esaminato da questo studio, un paziente con un dente compromesso ha subito un intervento di estrazione, seguito dal riempimento dell'ampio difetto lasciato dall'estrazione con nano-HA, al fine di ripristinare il volume osseo. A dodici mesi dall'intervento, si è proceduto con la chirurgia implantare per inserire un sostituto del dente mancante. Durante questa fase, è stata effettuata una biopsia del tessuto rigenerato utilizzando una trephine di 4 mm di diametro esterno e 8 mm di profondità.
I risultati ottenuti dalla biopsia hanno evidenziato un significativo sviluppo di nuovo tessuto osseo, con valori di ISQ (Quoziente di Stabilità dell'Impianto) che mostrano un incremento dalla fase di inserimento dell'impianto fino alla fase di applicazione della protesi. 

Inoltre, è stata osservata una efficace riorganizzazione dei granuli di idrossiapatite nel corso del loro processo di riassorbimento. L'impianto ha dimostrato di funzionare correttamente, e il dente sostitutivo ha raggiunto un risultato estetico soddisfacente. Questi esiti positivi del caso pilota suggeriscono l'opportunità di procedere con uno studio multicentrico più ampio, al fine di ottenere dati più dettagliati e confermare le potenzialità della nano-idrossiapatite (NH) in confronto ai gruppi di controllo.

Questo caso ha mostrato l'uso clinico di successo di un innesto di nano-HA per la conservazione del sito alveolare. Vengono indicati tre buoni risultati su cui possiamo concentrare la nostra attenzione: alta qualità ossea basata sulla valutazione istologica, alti valori di frequenza di risonanza basati sulla scala Osstell, e basso materiale residuo nei campioni istologici. 
Il prossimo studio multicentrico sarà coordinato dall'Università Politecnica delle Marche e dal Dott. Roberto Rossi.


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Fonte: MDPI

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