Dati sanitari: serve uno scudo concreto
data security
La gestione dei dati personali riveste un'importanza fondamentale. Le leggi vigenti proteggono il diritto alla privacy dei cittadini, consentendo di ottenere il consenso per finalità come la cura del paziente o la ricerca scientifica. È responsabilità delle organizzazioni, tuttavia, scegliere e utilizzare gli strumenti appropriati per garantire questa protezione.

Negli ultimi anni, il settore sanitario è diventato un bersaglio frequente di attacchi informatici mirati alla monetizzazione. I criminali informatici prendono il controllo di strutture sanitarie e ospedali, richiedendo un riscatto per la restituzione di dati sensibili. Le vulnerabilità spesso derivano da errori umani: per esempio, un dipendente che si collega al sistema informatico aziendale con un proprio dispositivo personale, il mancato riconoscimento di un link sospetto o la condivisione di credenziali di accesso tra colleghi. Questi comportamenti aumentano il rischio di attacchi informatici.
In ambito sanitario, può capitare che i sistemi di gestione siano obsoleti, non conformi alla normativa vigente o non utilizzati pienamente nelle loro potenzialità. Al giorno d'oggi, ci sono software medici progettati per conservare e gestire in modo sicuro i dati sanitari, minimizzando i rischi e proteggendo pazienti e operatori sanitari.
Nel contesto di una riorganizzazione aziendale nel settore sanitario, le difficoltà possono dipendere da come è stata gestita la transizione. In tema di privacy, due elementi emergono come particolarmente importanti: entrambi riguardano le finalità della raccolta dei dati. 

Finalità

Il 2016 ha segnato un momento cruciale per la privacy e il trattamento dei dati personali in Europa con l'introduzione di una legge fondamentale in questo ambito. Conosciuto come General Data Protection Regulation (GDPR), questo regolamento è considerato un modello di eccellenza a livello mondiale e ha l'obiettivo di armonizzare la tutela della riservatezza in tutti gli Stati membri dell'Unione Europea, proteggendo i detentori delle informazioni sensibili, ovvero i cittadini.
Il GDPR, recepito dall'Italia nel 2018, regola il trattamento di tutti i tipi di dati personali, inclusi quelli sanitari. La normativa stabilisce il divieto di trattare dati personali che rivelino informazioni delicate, come lo stato di salute o la vita sessuale, a meno che non si ottenga un consenso esplicito per una o più finalità specifiche. Queste finalità possono includere la cura del paziente o la creazione di una banca dati per comparare i dati relativi a determinate malattie.

Le informazioni raccolte in questi database sono cruciali, poiché includono dati contestuali fondamentali come il luogo di residenza della persona, la sua età e la professione svolta. Questi dettagli, ottenuti con l'autorizzazione al trattamento, possono essere determinanti per la ricerca e l'analisi delle malattie.
Un altro importante obiettivo del trattamento dei dati personali riguarda la ricerca scientifica. I dati possono essere utilizzati per studi epidemiologici, come l'analisi della correlazione tra inquinamento atmosferico e malattie cardiovascolari.

Riorganizzazione

Quando si intraprende la riorganizzazione di un'azienda sanitaria o di uno studio medico, è essenziale verificare l'uniformità dei moduli utilizzati nel tempo e assicurarsi che il sistema informativo evidenzi le diverse tipologie di consenso ottenuto, rendendole disponibili in funzione delle finalità specifiche per cui sono state richieste.
È importante che un'organizzazione costruisca un sistema informativo con attenzione, incorporando misure di controllo e sorveglianza adeguate. La mancanza di queste misure, soprattutto in caso di fughe di dati, può portare a conseguenze legali per negligenza.

Dal punto di vista legale, non è tanto la casualità degli errori a essere rilevante, quanto piuttosto la persistenza degli stessi. Si dovrebbe mirare a sviluppare sistemi che permettano una comunicazione sicura. Tuttavia, è improbabile che un medico venga legalmente penalizzato per aver inviato occasionalmente informazioni urgenti per la salute di un paziente tramite un sistema di messaggistica standard.
È fondamentale non abusare del buon senso e formarsi per utilizzare consapevolmente gli strumenti a disposizione. L'intelligenza artificiale, negli anni a venire, potrà avere un ruolo cruciale nel salvare vite, fornendo ad esempio indicazioni su abitudini da modificare o comportamenti da evitare. Avere accesso a informazioni così precise rappresenta un grande vantaggio, ma è essenziale saperle proteggere. Oggi disponiamo di tutti gli strumenti necessari per garantire questa protezione.
 

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