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COVID-19: contagiati 4.824 operatori sanitari, ma salgono le guarigioni.

24 Marzo 2020

COVID-19: contagiati 4.824 operatori sanitari, ma salgono le guarigioni.

Gli operatori sanitari che hanno contratto il coronavirus sono il doppio della Cina e sale a 19 il numero di medici deceduti.

Gli effetti del lockdown non si vedranno prima del 4 aprile.

Sono 7.432 le persone guarite in Italia dopo aver contratto il coronavirus, 408 in più di ieri, lo ha detto il commissario per l'emergenza Angelo Borrelli durante la conferenza stampa alla Protezione civile. Ieri l'aumento dei guariti era stato di 952. E’ troppo presto per dire che la curva si è arrestata, ma per il secondo giorno consecutivo i numeri ci dicono che sono in calo sia l'incremento dei malati che quello delle vittime.

Per la prima volta dall'inizio dell'emergenza, in Lombardia i ricoveri sono in diminuzione. "Oggi si conferma il trend in calo - dice l'assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera - possiamo dire che è il primo giorno positivo, non è il momento per cantar vittoria ma finalmente vediamo una luce in fondo al tunnel".

Dati confortanti che rischiano però di essere vanificati se al sud, dove non è ancora esploso il contagio, le persone continueranno a non rispettare le misure restrittive attuate dal Governo.

Intanto bisognerà attendere il 4 aprile per riuscire a capire se gli effetti delle misure più restrittive adottate l'11 marzo. Lo ha dichiarato Giorgio Parisi, fisico esperto di sistemi complessi dell'Università Sapienza di Roma e dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). "Il numero dei decessi - ha rilevato - sta aumentando, ma con un ritmo più lento e potrebbe continuare ad aumentare per un tempo molto lungo".

In un momento di emergenza come quello che stiamo vivendo la Protezione civile ha bisogno di rapidità. La riflessione è del capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, il quale spiega che a fronte dei 63mila ammalati complessivamente censiti in Italia, il rapporto di un malato certificato ogni dieci non censiti è credibile, sottolineando con forza l'urgenza di reperire al più presto le apparecchiature per la terapia intensiva e le mascherine, affermando che deve partire la produzione nazionale il prima possibile.