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Dental Tech - Disilicato o zirconia? traslucenza o resistenza? Davide o Golia?

23 Marzo 2020

Dental Tech - Disilicato o zirconia? traslucenza o resistenza? Davide o Golia?

Scelta difficile, tra le due star indiscusse del metal-free, esteticamente eccellenti, meccanicamente performanti ed altamente biocompatibili

 

Prof. Fernando Zarone*

* Professore Ordinario di Protesi, Materiali Dentali, Tecnologie di Laboratorio e Protesi Implantare, responsabile del reparto di Protesi presso il Dipartimento di Neuroscienze, Scienze Riproduttive ed Odontostomatologiche presso l’Università Federico II di Napoli. Insegna nei Corsi di Laurea di Odontoiatria e Protesi Dentale, Igiene Orale, oltre a vari corsi post-laurea, Master, Dottorati, Formazione continua. Relatore nei più prestigiosi congressi nazionali ed internazionali, è autori di numerose pubblicazioni su riviste peer-reviewed ad elevato impact factor, su tematiche di estetica dentale, biomeccanica restaurativa e protesi implantare, con particolare attenzione ai nuovi materiali e tecnologia produttive (odontoiatria digitale, metal-free, procedure CAD/CAM).

 

Nello scenario del metal-free, la scelta del materiale da restauro si presenta particolarmente complessa e, troppo spesso, fortemente condizionata da pressioni commerciali e di tendenza piuttosto che da un’accurata valutazione delle proprietà merceologiche. Per quanto riguarda la resistenza strutturale, la zirconia è senz’altro il materiale più tenace, grazie alla sua struttura policristallina allotropica, ma anche, nella sua iniziale formulazione (3Y-TZP), meno traslucente rispetto alle vetroceramiche. Utilizzata inizialmente per restauri stratificati, ha mostrato nel tempo un’elevata incidenza di chipping del rivestimento ceramico, per cui, grazie al miglioramento delle sue proprietà meccaniche, è andato sempre più affermandosi il suo utilizzo monolitico, per corone, ponti e table-tops nei settori posteriori. Recentemente, una nuova formulazione che include componenti cristalline cubiche ha dato vita ad una tipologia (5Y-TZP) che offre migliori caratteristiche ottiche (traslucenza), mantenendo ottime proprietà meccaniche, seppur inferiori rispetto alla zirconia tradizionale, e presentando, rispetto a quest’ultima, il vantaggio di non essere soggetta all’indesiderato fenomeno dell’“aging”. Sul fronte delle vetroceramiche, le feldspatiche restano a tutt’oggi i materiali metal-free esteticamente più validi, grazie all’alto contenuto di matrice vetrosa, ma, per le limitate proprietà meccaniche, il loro utilizzo è limitato a veneers e “additional” nei settori anteriori. Nettamente più performante è il disilicato di litio pressofuso, che offre una resistenza all’incirca 4 volte più elevata delle feldspatiche ed, al tempo stesso, pregevoli qualità estetiche nella versione stratificata con fluoroceramica. Particolarmente versatile nei restauri anteriori, specie in condizioni di elevato stress meccanico, nei settori posteriori trova indicazione nella realizzazione di restauri singoli monolitici, grazie alla buona resistenza a fatica. Il disilicato di litio è anche disponibile in versione fresabile CAD CAM; peraltro, trattasi di un materiale diverso per composizione e caratteristiche merceologiche, che, secondo la maggior parte degli studi, presenta minor resistenza e precisione rispetto al pressofuso. Nella scelta del materiale, determinante è poi l’adesione, fattore che non solo condiziona la ritenzione del restauro ed il suo sigillo marginale ma entra in gioco anche nella resistenza meccanica del complesso dente-restauro. Sotto questo aspetto, con - INFODENT vetro-ceramiche mordenzate e silanizzate, i cementi adesivi di ultima generazione offrono le più elevate forze di adesione, purchè sia presente una sufficiente quota di substrato smalteo disponibile e vengano correttamente rispettati tempi e concentrazioni dell’acido; un’eccessiva mordenzatura della ceramica, infatti, può comportare la riduzione della forza di adesione ed un rischio elevato di complicanze meccaniche. Per quanto riguarda la zirconia, che è un ossido metallico policristallino, pertanto non mordenzabile con acidi forti, sono state proposte varie tecniche per ottenere una valida adesione, ma non sono disponibili, a tutt’oggi, evidenze scientifiche a favore di una singola metodica; in ogni caso, l’utilizzo di adesivi contenenti MDP e/o il trattamento di superficie con sistema “tribochimico” consentono di ottenere con buona predicibilità un valido legame adesivo tra il materiale e i tessuti dentari. Non meno importanti, nella scelta dei materiali, sono le proprietà legate ad attrito ed usura, tra cui il coefficiente di abrasione. Da questo punto di vista, sia la zirconia che il disilicato di litio mostrano una bassa aggressività nei confronti delle superfici antagoniste, fattore questo particolarmente importante nei casi di arcate erose/abrase, a patto che non venga applicato glaze sulle superfici occlusali; inoltre, il disilicato è molto difficile da lucidare intra-oralmente, “impasta” le frese e può surriscaldare il substrato, per cui, dopo eventuali ritocchi occlusali, andrebbe sempre effettuato un passaggio in laboratorio. In ultima analisi, la selezione va sempre effettuata caso per caso, sulla base dei vantaggi offerti dai singoli materiali, tenendo conto che, nello scenario del metalfree vanno sempre più affermandosi anche “new entries", come i silicati rinforzati con zirconia (ZLS) o materiali ibridi come i PICN: alla fine dei giochi, l’evoluzione dei materiali è più veloce dei risultati della ricerca, per cui, per saperne di più… bisogna avere pazienza! 

Fig. 1. Struttura della Zirconia traslucente al SEM. Si notino i cristalli cubici, dalle dimensioni nettamente più grandi rispetto alla componente tetragonale.

Fig. 2. Restauri in Zirconia cubica in transilluminazione.

 

Pubblicato su Infodent Dicembre 2019 - Rubrica Dental Tech pag 21