Quando ha iniziato a percepire un cambiamento significativo nel settore odontotecnico a causa del CAD/CAM, e quale è stata la sua prima impressione?
Il cambiamento è stato graduale ma inesorabile. Ho iniziato a vedere i primi sistemi CAD/CAM per l'odontotecnica circa 15 anni fa, ma la vera rivoluzione è avvenuta negli ultimi 10 anni.
Ammetto di essere stato scettico in principio ma allo stesso tempo molto curioso ed entusiasta. Sembrava fantascienza poter disegnare un dente al computer e riprodurlo attraverso fresatrici, all'epoca tecnologie all'avanguardia nel nostro settore.
Nell'odontotecnica di 20 anni fa si lavorava quasi esclusivamente con le mani, con la cera, con la ceramica stratificata, un processo molto artistico e manuale. Il digitale un approccio completamente diverso.
Come il CAD/CAM ha cambiato concretamente il flusso di lavoro quotidiano in laboratorio? Può descriverci un esempio pratico di come viene realizzato un resturo oggi rispetto a prima?
Il CAD/CAM ha completamente ridisegnato il flusso di lavoro dell'odontotecnico e dell'odontoiatra, rendendolo più efficiente, preciso e standardizzato.
Prendiamo l'esempio di una corona singola: prima si riceveva un'impronta in silicone, si creava un modello in gesso, si modellava la cera per la successiva fusione della struttura metallica e infine si stratificava con la ceramica. Questo processo, ancora attuale per molti laboratori, può richiedere più giorni lavorativi e diversi passaggi. Oggi con il CAD/CAM è molto più facile che si riceva dallo studio dentistico un'impronta
digitale attraverso uno scanner intraorale.
Progettazione CAD: si utilizzano software 3D per progettare digitalmente la corona, si possono visualizzare i restauri da ogni angolazione, ottimizzare l'occlusione e l'adattamento marginale con valori numerici e quindi con maggior precisione rispetto alle procedure manuali.
Fresatura CAM: il progetto viene inviato a una fresatrice che replica il design della corona da un disco in ossido di zirconio, ad esempio, o da blocchetti in vetroceramica con una precisione incredibile.
Questo processo con l’avvento digitale può essere concluso in poche ore. Anche la finitura e la personalizzazione del restauro oggi richiedono meno tempo, favorendo sempre di più la tecnica dello stain e glaze rispetto alla tecnica di stratificazione completa, sempre meno necessaria.
Dal suo punto di vista, come descriverebbe l'avvento della zirconia in laboratorio? Cosa ha significato per la professione odontotecnica?
L'avvento della zirconia è stato un vero e proprio punto di svolta nel settore dentale. Prima, si lavorava principalmente con la metallo-ceramica, che richiedeva processi complessi e a volte laboriosi per ottenere i risultati estetici ricercati. La zirconia ha introdotto un nuovo paradigma: un materiale intrinsecamente bianco, estremamente resistente e con un potenziale estetico enorme, ma che presentava sfide nella lavorazione manuale. Ha rappresentato un'evoluzione, ma anche la necessità di acquisire nuove competenze e tecnologie.
Quali sono le principali differenze pratiche nel lavorare con la zirconia rispetto ai materiali tradizionali come la metallo-ceramica?
Le differenze sono molteplici. Con la metallo-ceramica, il metallo forniva la struttura portante, e poi si applicavano strati di ceramica per l'estetica.
Era ed è ancora oggi un lavoro di stratificazione manuale, molto artistico ma anche soggetto a variazioni e capacità personali. Il tempo di realizzazione di un restauro in metallo-ceramica non è minimamente comparabile al tempo richiesto per la produzione di un restauro in ossido di zirconio. I restauri in ossido di zirconio vengono fresati da un blocco unico di materiale, che può essere monolitico (completamente
in zirconia) e che permette quindi la realizzazione in tempi brevi. La zirconia è incredibilmente dura e resistente, questo concede la possibilità di esecuzione di qualsiasi tipologia di restauro, dalla corona singola alle soluzioni più estese, come le toronto bridge.
I primi ossidi di zirconio erano molto opachi. Ora, con la zirconia multistrato o a gradiente e ad alta traslucenza, possiamo ottenere risultati estetici eccezionali.
Tuttavia, ottenere la sfumatura e la vitalità del dente naturale richiede sempre molta abilità da parte dell’odontotecnico delle tecniche di micro-stratificazione e di stain e glaze e conferma, ancora una volta, l’importanza della professione odontotecnica.



