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SVEGLIAMOCI! Il 17 Marzo ricorre la Giornata Mondiale del Sonno

14 Aprile 2017

SVEGLIAMOCI! Il 17 Marzo ricorre la Giornata Mondiale del Sonno

Molte iniziative in tutta Italia approfondiscono e portano all’attenzione del pubblico uno degli aspetti più importanti della salute: il dormire bene. Il 17 marzo ricorre la decima giornata Mondiale del Sonno, evento annuale che lo celebra richiamando l'attenzione ai disturbi provocati dall'assenza di riposo.

Organizzato dall'Associazione Mondiale di Medicina del Sonno (World Association of Sleep Medicine) con 394 delegati in 72 paesi del mondo, ricorre sempre il venerdì prima dell’equinozio di primavera, poco prima del cambio dell'ora legale, corrispondente alla privazione di un'ora di sonno. Quest’anno lo slogan sarà "Sleep soundly, nurture life" (Dormire sonni tranquilli, fare crescere la vita). Gli odontoiatri, ed in particolare gli ortodontisti, non devono essere sordi rispetto a questo richiamo perché sono operatori sanitari in prima linea per la gestione di tale aspetto. Sia per le apnee notturne, sia per il bruxismo. Non dimentichiamo infatti che anche il bruxismo è una patologia del sonno. Relativamente alle OSAS è ormai assodato il fatto che i dispositivi orali sono indicati nella cura del russamento e delle OSAS lievi e medie. Le più importanti evidenze della letteratura ed un documento di linee guida del Ministero della salute italiano indicano, infatti, come siano efficaci in tali condizioni. Si può dunque delineare un confine tra OSAS gravi (da trattarsi con CPAP o chirurgia maxillo facciale) e OSAS medie e lievi (sotto 25 di AHI) che invece possono essere trattate con l’applicazione di dispositivi orali dall’odontoiatra, dopo avere informato il paziente di tutte le alternative terapeutiche. Ovviamente l’odontoiatra deve avere una puntuale formazione clinica in ambito odontoiatrico e della medicina del sonno per applicare l'"apparecchio” adatto poiché non tutti i dispositivi orali sono idonei. Il tipo di avanzamento mandibolare, l’aumento della dimensione verticale, la chiusura della mandibola, le terapie accessorie e la collaborazione sono variabili sulle quali è necessaria formazione e competenza. Inoltre, nella piena responsabilizzazione del ruolo, essere consapevole che una errata terapia può portare il paziente ad un grave incidente stradale, ad avere esiti cardio circolatori, ed una qualità della vita fortemente ridotta. In Italia ad oggi vi è una forte sensibilizzazione al problema OSAS e russamento. Basti pensare alle importanti limitazioni introdotte per la concessione della patente di guida. Cosa fare nella pratica? Per esempio impegnarsi durante il mese di marzo a chiedere a tutti i pazienti “Lei russa?”, “ha sonnolenza notturna?”, “digrigna i denti?” In caso di riposta affermativa procedere clinicamente con questionari che approfondiscano la gravità della sonnolenza diurna, fare un attento esame clinico dello smalto dentario per verificare eventuali abrasioni e nel sospetto ulteriore, richiedere una polisonnografia.

Scritto dal Prof. Luca Levrini