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Resina Veracril: plasticità per velocizzare la quotidianità

26 Giugno 2017

Resina Veracril: plasticità per velocizzare la quotidianità

TEL  +39 055 644698  

Autore:Sdt. Alberto Cecere

In un’epoca moderna come la nostra collocata nel terzo millennio, dove la tecnologia e i computer la fanno da padroni anche nel settore odontoiatrico, in un periodo dove articoli e social sono utilizzati per mirabolanti performance estetiche degli odontotecnici, alle prese con materiali ceramici sofisticatissimi, un articolo come questo centrato su un paio di operazioni quotidiane semplicissime, appare certamente fuori dalla realtà mediatica.

Di fatto però è proprio la realtà vera che non viene presa in considerazione dalla gran parte delle riviste e social di settore. Siamo seri e siamo sinceri! I problemi di tutti i giorni sono forse quelli di fare sempre faccette in disilicato, mock up, ecc, ecc…?

Non è forse vero che invece ci troviamo quasi tutti i giorni alle prese con riparazioni da fare in un’ora, attaccare denti mancanti, costruire piccole protesi parziali per “tappare buchi” dopo che il dentista ha estratto denti e che, senza avvertire prima il laboratorio, manda alginati con l’imperativo di costruire una protesi con due ganci, perché il paziente non può stare neanche un’ora senza denti?

Oppure si deve finire uno scheletrato anche senza prova, perché c’è la solita comunione del nipote o il matrimonio della figlia che pare sempre che arrivino quando nessuno lo sapeva prima?

Questa è la realtà! Quante volte abbiamo maledetto, nella frenesia totale, quella resina che continua a colare e non si stabilizza, e quando lo fa è già porosa? Quante volte avremmo voluto fare tutto in un colpo solo e invece ci tocca di polimerizzare prima un lato dello scheletrato e poi l’altro, altrimenti non si riesce a gestire la resina che continua maledettamente a fuoriuscire e scivolare verso il basso?

A volte per fare una protesi parziale, una cosiddetta “farfallina” con due ganci e uno o due denti, dobbiamo prima cerare il tutto, fare mascherine e sgrassare con procedimenti simili ad una protesi totale, ma il tempo non c’è e ci pagano due soldi!

Allora mentre sei alle prese con queste quotidianità che non finiscono certo sui palcoscenici dei nostri congressi o sulle pagine delle riviste, sogni un materiale nuovo, una “benedetta” resina che stia ferma, che ti consenta di fare la zeppatura di uno scheletrato sui due lati in un solo momento (fig. 1-17) o che ti consenta di fare un piccolo parziale senza fare mascherine ecc, ecc (fig. 18-32).

Ebbene, con Veracril questo si può! Una resina apparentemente normale, che però risolve con altrettanta semplicità un grosso problema quotidiano: quello della resina che cola e non si ferma!

La resina a freddo Veracril è una resina con le sembianze di tutte le altre, ma se impastata nelle giuste proporzioni come da istruzioni e si attende un tempo giusto, (considerando la temperatura ambiente), ad un certo punto della fase di polimerizzazione, arriva ad una consistenza plastico-plasmabile che ci consente di fare tutto con più rapidità e meno ansia.

Se si vuole un tempo più lungo a disposizione si può usare il freddo come ritardante, sia per il liquido che per la polvere.

Ecco che con questo periodo che abbiamo definito plastico-plasmabile della resina, certe lavorazioni quotidiane che si collocano nella concitazione di una rapida consegna, possono essere modificate rispetto ai passaggi classici, saltando completamente alcune fasi, gli esempi di questo semplice articolo sono solo alcune delle possibilità che si possono elencare tra quelle dove si può sfruttare questa fase di particolare lavorabilità della resina Veracril a freddo.

Zeppare la resina contemporaneamente sui due lati dello scheletrato senza vedersela fuoriuscire continuamente (fig. 10-13) oppure montare o riattaccare denti su piccole protesi senza nemmeno fare il montaggio in cera  (fig. 25-27) sono possibilità che non esistono con le resine acriliche classiche; ma che, seppur non eseguite secondo le regole canoniche, possono essere la panacea in quei momenti dove il tempo stringe, il paziente non può stare senza denti nemmeno un ora e noi abbiamo talmente i tempi stretti che ogni minuto guadagnato è prezioso.

Va da se che se questo vale in laboratorio, vale ancora di più nelle cosiddette “zone ritocco” degli studi. Quelle specie di “retrobottega” dove i dentisti chiamano i tecnici a risolvere le beghe quotidiane con il paziente che nemmeno si alza dalla poltrona se non ha le sue protesi in bocca. Il dentista stesso, se vuole fare qualche riparazione da solo, con questo materiale avrebbe un compito molto più semplice perché le resine classiche non è mai facile gestirle in situazioni di concitazione. 

Tornando al tecnico, è in queste situazioni che egli da il massimo di se e non solo quando deve risolvere i bei casi estetici! Quando deve rapidamente risolvere: riattaccando, aggiustando, riparando, rinforzando; ed è li che una resina plastico-plasmabile come Veracril può fare la differenza, facendo risparmiare fino al 50% del tempo.

Qualità significa non è importante solo l’eccellenza assoluta nel risultato finale, ma è altrettanto importante rispondere alle necessità immediate di un umile paziente che ha bisogno di uscire dallo studio con qualcosa in bocca che preservi la sua dignità.

Si ringrazia il collega Alberto Battistelli.

Fig. 1 - Assortimento Resina Veracril New.Stetic.S:A con particolari caratteristiche di plasticità e lavorabilità nella fase intermedia

Fig. 2 - Resina a freddo Veracril New Stetic auto polimerizzante utilizzata nei casi quotidiani di questo articolo per la sua capacità di velocizzare le procedure di realizzazione e fila di denti Duratone

Fig. 3 - Protesi scheletrica eseguita nella pratica quotidiana

 

Fig. 4 - Montaggio denti 

Fig. 5 - La protesi cerata fuori dal modello

Fig. 6 - Realizzazione delle mascherine in silicone

Fig. 7 - Resina Veracril preparata per lo zeppaggio contemporaneo delle due mascherine

Fig. 8 - Realizzazione dell’impasto con caratteristiche speciali di plasmabilità della resina Veracril. Per sfruttare la particolare lavorabilità miscelare nelle giuste proporzioni e attendere il giusto tempo dipendente dalla temperatura ambiente 

Fig. 9 - Applicazione della resina nelle mascherine nel momento in cui la resina assume le sue particolari caratteristiche di stabilità

Fig. 10 - È possibile riempire contemporaneamente tutte e due le mascherine grazie alla particolare caratteristica plasticità e plasmabilità della resina

Fig. 11 - Posizionamento contemporaneo delle mascherine sul modello per accelerare i tempi di lavorazione

Fig. 12 - Si noti come la resina  non coli  e rimanga stabile  in confronto delle resine convenzionali

Fig. 13 - Al termine della realizzazione della fase di applicazione della resina nelle due  mascherine, il lavoro risulta essere molto rifinito e non è necessario polimerizzare in due fasi 

 

Fig. 14-15 - Apertura delle mascherine dopo la fase di polimerizzazione contemporanea

Fig. 16 - La facile lucidabilità della resina acrilica Veracril è visibile a confronto con una zona ancora da definire

Fig. 17 - Visione della protesi scheletrica finita e lucidata

Fig. 18-19 - Caso di protesi immediata per costruire rapidamente un parziale inferiore in resina saltando il montaggio in cera 

Fig. 20 - Raggiungimento della fase plastico-plasmabile  caratteristica particolare della resina Veracril

Fig. 21 - Per merito della stabilità della resina nella fase plastico-plasmabile e possibile applicare il materiale senza l’inconveniente dell’eccesiva fluidità incontrollabile

Fig. 22 - La fase plastico-plasmabile può essere prolungata raffreddando il monomero e in questa maniera si può saltare la fase di ceratura e applicare la resina direttamente sul modello e sui denti

Fig. 23 - La resina può essere plasmata manualmente per accogliere i denti

 

Fig. 24-25-26-27 - montaggio diretto dei denti sulla resina ancora nella fase intermedia di plasticità

Fig. 28-29-30-31 Protesi parziale superiore realizzata rapidamente con montaggio diretto

Fig. 32 - Nella quotidianità abbiamo spesso la necessità di essere molto rapidi per risolvere problemi pratici. Per poter saltare completamente alcuni passaggi pratici può essere molto vantaggioso. Questi due semplici esempi si è potuto dimostrare come una fase intermedia  plasto elastica della resina può ridurre i tempi di esecuzione fino al 50%.

 

 

Per informazioni

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