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Odontoiatria digitale: quali i vantaggi e da dove cominciare

10 Maggio 2017

Odontoiatria digitale: quali i vantaggi e da dove cominciare

Che il digitale stia portando grandi cambiamenti nel mondo del dentale, è ormai cosa nota. Per i professionisti del dentale adeguarsi al cambiamento è indispensabile: «Una tecnologia che permette di incrementare lo standard di qualità, di ridurre i tempi operativi, di semplificare le procedure comporta una conseguenza fondamentale: una riduzione dei costi. È fuori dubbio che entro pochi anni tutti gli operatori, sia clinici che tecnici, dovranno approcciare al digitale ed è bene farsi trovare pronti prima possibile. Chi ne resta fuori rischia di non essere più competitivo sul mercato o di offrire un prodotto di qualità inferiore» afferma il Dott. Davide Cortellini dell’Accademia Italiana di Odontoiatria Protesica (AIOP), che sarà uno dei relatori di EXPO3D, il padiglione digitale di Expodental Meeting.

Per la prima volta in Italia l’intero flusso digitale sarà messo in mostra: uno dei padiglioni di Expodental Meeting (a Rimini dal 18 al 20 maggio) ospiterà un’esposizione completa delle tecnologie disponibili sul mercato e un ricco programma di workshop ed eventi sul tema.

EXPO3D porrà in evidenza le tre principali fasi del flusso di lavoro digitale: dall’acquisizione dell’immagine alla produzione del manufatto, passando attraverso la scelta dei materiali e dei software di lavorazione.

Obiettivo di EXPO3D è fare chiarezza sui dispositivi e le procedure, mostrare le nuove tecnologie in azione, fare formazione. Gli odontoiatri e gli odontotecnici che visiteranno la mostra e parteciperanno agli eventi formativi avranno le idee chiare su quali sono i devices presenti sul mercato e su come dialogano tra loro, saranno aggiornati sulle procedure e avranno tutti gli strumenti per valutare e progettare il loro passaggio al digitale.

Protagonisti del progetto sono, oltre alle aziende e ai propri esperti, le principali Associazioni di settore e i massimi esperti accademici in materia.

In attesa di maggio, abbiamo chiesto al Prof. Carlo Mangano, della Digital Dentistry Society, quali sono gli step che lo studio odontoiatrico deve compiere per digitalizzarsi:

«Come sempre avviene quando si affrontano novità di tale portata bisogna introdurre gradualmente gli strumenti più idonei e subito utilizzabili nella pratica quotidiana, con immediati benefici per il flusso di lavoro e curve di apprendimento rapide. In tal senso la CBCT è sicuramente uno dei primi strumenti in assoluto che aumenta in maniera esponenziale la capacità di diagnosi e semplifica la progettazione terapeutica. Negli ultimi anni, la tomografia computerizzata cone beam (CBCT) è diventato uno strumento diagnostico

comunemente accettato, in quanto offre diagnosi in 3D accurate che consentono un’ottima qualità dell’immagine con un basso dosaggio di radiazioni.

Oggi la CBCT è raccomandata come metodo di scelta per la valutazione di riabilitazioni implantoprotesiche, in più i software di pianificazione permettono ai clinici la progettazione virtuale non solo di casi di chirurgia implantare ma anche di chirurgia ossea rigenerativa. Un trattamento implantare complesso effettuato a partire da esami radiologici bidimensionali ha una pianificazione approssimativa; durante la chirurgia sovente si incontrano condizioni differenti da quelle evidenziate da tali radiografie, con notevoli difficoltà da affrontare al momento, che richiedono grande abilità chirurgica. La diagnosi ottenuta con immagini CBCT e la pianificazione 3D guidata da software CAD e relativa produzione di una dima chirurgica aiutano molto nell'esecuzione dell’intervento: si hanno informazioni esatte su come e dove collocare gli impianti. In chirurgia ossea rigenerativa gli innesti ossei “personalizzati” rappresentano un’altra interessante strada aperta dalle moderne Tecnologie Digitali. Anche in questo caso, si utilizzano le immagini fornite dalla CBCT che vengono rielaborate con opportuni software fino a ottenere una ricostruzione 3D dei mascellari sulla quale viene evidenziata con precisione la quantità di osso mancante e la forma che deve avere il sostituto osseo da inserire. In questo modo si progetta un innesto di biomateriale che una volta inserito combacia esattamente con la cresta ossea residua.

Lo strumento che insieme alla CBCT riveste analoga importanza è lo scanner intraorale che rappresenta un innovativo strumento di lavoro per la presa dell’impronta, molto gradito dal paziente. Semplifica e migliora la comunicazione col paziente ma soprattutto permette di accedere al flusso di lavoro digitale, con vantaggi significativi in termini di tempo e costi.

La tecnologia degli scanner intraorali sta diventando più accurata, efficiente e intuitiva, e i clinici hanno iniziato a vedere i vantaggi che questa ha da offrire. I benefici delle impronte digitali paragonate con le impronte tradizionali sono oggi ben identificabili e documentati e soprattutto semplificano anche la comunicazione e le fasi di lavoro fra lo studio ed il laboratorio odontotecnico.

Questi due strumenti, CBCT e scanner intraorale, rappresentano il primo investimento che uno studio odontoiatrico dovrebbe affrontare, ma i benefici saranno subito evidenti, immediati e propedeutici a seguire il cammino digitale con sempre maggiore consapevolezza della sua inevitabilità».

La Digital Dentistry Society sarà uno dei partner che porterà alta formazione sul tema a EXPO3D, con un percorso teorico che nel corso dei tre giorni di Expodental Meeting approfondirà il digital workflow.

«La formazione sarà il motore del Digitale”, aggiunge Mangano “Siamo fermamente convinti della necessità di sinergie fra le società scientifiche come DDS coi suoi massimi esperti, le Istituzioni e le Aziende del dentale. Infatti Unidi, Associazione rappresentativa delle aziende del dentale e DDS come società scientifica che funge da coagulatore di interessi e punto di riferimento per tutti gli attori del digitale, hanno unito i loro sforzi nella organizzazione di Expo3D. L’evento dove i professionisti avranno modo di ascoltare le novità e gli aggiornamenti sul digitale, vedendo direttamente le apparecchiature ed i software in azione. In conclusione dalla qualità della formazione offerta ai professionisti dipenderà in gran parte la rapidità con la quale i clinici modificheranno il proprio modo di pensare e lavorare, per adattarsi ad un nuovo affascinante scenario fatto di scanner, CBCT, software CAD/CAM, fresatori, stampanti 3D e stereolitografi. Attendere troppo tempo prima di adottare o integrare queste tecnologie nel proprio flusso di lavoro potrebbe rivelarsi un imperdonabile errore, soprattutto per i più giovani».

www.expodentalmeeting.it