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L'Odontoiatria 3.0

Ritratto di Angelo Salamini
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L'Odontoiatria 3.0

L'Odontoiatria 3.0

Sempre più frequentemente si parla di digitale nel settore odontoiatrico.

Chi sostiene le “ragioni del digitale” vede in esso un’evoluzione, un’opportunità; chi non le sostiene, al contrario, uno svilimento della  propria professione, una standardizzazione industriale dei protocolli clinici e tecnici, un appiattimento delle proprie competenze.

Che sia una materia ostica nessuno lo nega, anche perchè, nonostante le tante luci, qualche ombra non manca.

Eppure il digitale è così radicato nella vita quotidiana che non ci facciamo più caso quando utilizziamo uno smartphone, un social network, una macchina fotografica, ecc.

È proprio quest’ultimo esempio che probabilmente rappresenta la migliore metafora di questo cambiamento epocale.  

Immaginate qualche anno fa un fotografo con una macchina fotografica analogica che monta la sua scena, le luci, prepara i soggetti, setta tutti i suoi parametri e fa click. Tutto appare perfetto, ma la verità la scoprirà solo dopo lo sviluppo del suo rullino.

Se qualcosa non dovesse andare per il verso giusto, tutto va nuovamente montato, preparato, settato, ecc.

Lo stesso fotografo, oggi, può controllare in tempo reale il risultato del proprio lavoro e correggere ciò che è necessario.

Il suo lavoro si è evoluto. Lui è lo stesso fotografo di quando aveva la macchina analogica.

È l’uomo il centro del cambiamento tecnologico.

La prima conclusione che possiamo trarre è: “controllo, controllo, controllo!”.

Nel settore odontoiatrico il flusso di lavoro digitale parte dalla scansione di un modello in gesso o direttamente della bocca (digitalizzazione); si procede alla progettazione (CAD) di un manufatto protesico, ortodontico o di una chirurgia implantare; si conclude con la produzione (CAM) di ciò che è stato progettato.

La produzione rappresenta proprio un altro aspetto chiave.

Sia la tecnologia di scansione che le macchine di produzione nel settore industriale sono una realtà oramai da svariati anni. Il settore dentale ha adottato ed adattato tali tecnologie. Eppure l’odontoiatria del nuovo millennio ha una sua peculiarità: gli “smart materials” (materiali intelligenti). La ricerca sui materiali ha fatto passi da gigante ottenendo caratteristiche meccaniche, estetiche e biologiche migliori rispetto ai materiali tradizionali. A differenza dal processo analogico gli smart materials, però, non possono essere “plasmati” manualmente.

Abbiamo bisogno di una macchina, quindi un file.

Oggi, per esempio, parliamo di Zirconia cubica: rispetto alla “zirconia tradizionale” ha una maggiore traslucenza e proprietà meccaniche differenti che si adattano a varie indicazioni cliniche. Può essere utilizzata anche in preparazioni juxta-gengivale o come faccette estetiche.

Il PEEK (polietere etere chetone), un tecno-polimero completamente inerte, biocompatibile, leggero, adatto sia per scheletrati che per strutture da rivestire in composito. Analogamente al PEEK abbiamo i polimeri rinforzati in fibra di vetro (con carico a rottura in compressione superiore a leghe di CrCo) o in microparticelle di zirconia.

 

Anche i materiali legati alla stampa 3D si sono evoluti, come resine per provvisori, bite, dime chirurgiche e placche per protesi mobile. La stampa 3d di metallo oggi restituisce manufatti con una omogeneità di struttura pari alla fusione.

La seconda conclusione è racchiusa in una parola: flessibilità.

Chiediamoci anche: a chi giova il digitale nel settore odontoiatrico? Il primo della lista è il paziente. È provato che l’esecuzione corretta dei protocolli consente di ridurre notevolmente il numero di visite ed il tempo delle stesse. L’impatto di questa considerazione è devastante se correlato ai costi di ogni visita ed alla qualità del servizio che si intende proporre.

La terza conclusione è il servizio migliore.

 

Mi piacerebbe fornire al lettore una serie di esempi pratici e reali di ciò che affermo nel presente articolo. A tal proposito seguiranno altri articoli nei quali affronterò le singole fasi di lavorazione in digitale riguardati la protesi fissa, mobile, l’ortodonzia e la chirurgia guidata.

Gradirei un rapporto diretto con i lettori e per questo lascerò aperti i commenti per cogliere, suggerimenti, richieste, chiarimenti ed anche critiche. A presto.