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L’incubo delle spese sanitarie

Ritratto di federicovarese86
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2 Febbraio 2016

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L’incubo delle spese sanitarie

Nonostante l’ufficializzazione della proroga per l’invio dei dati sanitari al 9 febbraio 2016 (vedi comunicato stampa dell’Agenzia delle Entrate del 21 gennaio) non sono venuti meno i malumori da parte degli operatori del settore, si veda ad esempio la dichiarazione rilasciata dai medici della della Fnomceo (la Federazione nazionale degli Ordini): «Riteniamo il rinvio di pochi giorni totalmente inadeguato ed esprimiamo tutta la nostra insoddisfazione e irritazione».  

Come dargli torto, d’altronde questo nuovo adempimento, dispendioso sia dal punto di vista economico che di tempo ha colto un po’ tutti impreparati.

Ma veniamo a noi,

l’articolo 3, comma 3 del decreto legislativo 715/2014, come modificato dalla legge di Stabilità 2016, prevede, infatti, che per consentire la realizzazione della banca dati del modello 730 precompilato, Aziende sanitarie pubbliche, Irccs, policlinici universitari, farmacie, pubbliche e private, medici e odontoiatri e altre strutture per l’erogazione di prestazioni sanitarie inviano al Sistema tessera sanitaria i dati relativi alle prestazioni erogate dal 2015.

In particolare, per quanto riguarda la categoria dei medici e degli odontoiatri, i dati da inviare telematicamente sono quelli riportati sul documento fiscale emesso, comprensivi del codice fiscale riportato sulla tessera sanitaria, nonché quelli relativi a eventuali rimborsi delle spese.

L’invio del file può essere effettuato direttamente dal medico oppure tramite delega ad un soggetto terzo abilitato come intermediario fiscale.

La nota dolente della procedura è che, nel caso di inadempimenti, l’articolo. 23 del D.lgs. n. 158/2015 ha introdotto la sanzione di 100 euro per ogni comunicazione omessa fino ad un massimo di 50.000 euro. La sanzione non si applica se la trasmissione dei dati è effettuata entro i 5 giorni successivi alla scadenza.

Tuttavia, grazie al lavoro di Fnomceo (e dopo il ricorso di Andi e Fimmg al Tar), si segnala che, il governo, mediante un emendamento alla Legge di Stabilità 2016 ha stabilito che: “non si applicano le sanzioni in caso di lieve ritardo o di errata trasmissione dei dati relativi al 2014 ovvero relativi al primo anno di applicazione della normativa, a condizione che l’errore non abbia determinato una indebita fruizione di detrazioni o deduzioni nella dichiarazione precompilata.

Restano ferme quindi le sole sanzioni in caso di omessa trasmissione dei dati.