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L'importanza della competenza

Ritratto di Serimedical_S.r.l.
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L'importanza della competenza

In un recente articolo apparso su The Federalist – rivista politica Americana – viene posto l’accento su un fenomeno ormai diffuso ovunque, ovvero il declino del valore delle competenze a fronte di un pubblico che ogni giorno di più mette in discussione la parola degli esperti, in qualsiasi settore.

Tom Nichols, autore dell’intervento “The Death of Expertise” parla piuttosto chiaro:

Assistiamo ogni giorno alla Morte delle Competenze, al collasso di ogni divisione tra professionisti e profani, insegnanti e studenti, conoscitori e supponenti in un mondo alimentato da Google, basato su Wikipedia, impregnato di blog e opinioni – in altri termini, tra chiunque abbia conseguito dei risultati in un ambito e chi no. Dicendo questo non voglio dire non esiste più la competenza, la conoscenza specifica che rende alcune persone competenti rispetto ad altre; ci saranno sempre medici, avvocati, ingegneri e specialisti per qualsiasi campo dello scibile umano. Ciò che temo, piuttosto, è la morte della capacità di riconoscere l’autorevolezza come qualcosa che dovrebbe guidarci nelle nostre scelte e nelle nostre vite.

L’articolo – estremamente interessante e ricco di spunti – tratta il problema dal punto di vista sociale, e consigliamo a tutti di leggerlo con attenzione. Tom Nichols è un sociologo e un politologo esperto, e dal suo intervento è davvero possibile comprendere a pieno la portata del problema.

Segnaliamo l’articolo perché contiene degli spunti importanti, utili per capire aspetti importanti nella pratica lavorativa di ogni professionista.

Quanti di voi si sono trovati di fronte a pazienti che – a volte anche con una certa presunzione – cercavano di insegnarvi il vostro lavoro?

Sono aspetti molto importanti che possono influire a più livelli nella nostra vita professionale, e la differenza sta nella formazione, nella competenza, nell’esperienza: le stesse capacità che vi accompagnano tutti i giorni nella vostra professionalità clinica. Certo, migliorare e diventare competenti in un determinato campo costa tempo e fatica e voi lo sapete bene.

Condurre uno studio odontoiatrico di successo, che offra servizi a 360 gradi, è qualcosa di complesso e che non lascia spazio all’improvvisazione. La competenza come professionisti clinici è fondamentale e imprescindibile, ma non è sufficiente in un panorama complesso come il mercato moderno. Per gestire uno studio che non sia più solo una sala operatoria ma un centro al servizio del paziente servono competenze imprenditoriali, conoscenze di marketing, esperienza nella gestione e nel controllo, capacità di vendita: sono tutti aspetti importanti che non possono essere improvvisati, perché ciò che ci rende professionisti è la competenza.

Vuol forse dire che, oltre alle competenze cliniche acquisite in anni di studio, l’odontoiatra moderno debba anche diventare esperto in tutti questi campi?

Sarebbe davvero difficile per chiunque padroneggiare tutte le conoscenze in maniera operativa: per questo il professionista odontoiatra deve sempre più di frequente appoggiarsi a figure esterne che completino il proprio profilo.

Allora perché formarsi su campi che non si applicheranno in prima persona?

Senza una comprensione degli elementi fondamentali delle competenze non cliniche le possibilità di scelta e controllo da parte del professionista si riducono notevolmente, con il rischio di incorrere in spiacevoli conseguenze. Ecco che interviene la conoscenza non operativa, ovvero la consapevolezza di ciò che occorre, come applicarlo e quali saranno i partner migliori al nostro fianco.

Per poter operare le scelte migliori per il proprio studio e per la propria realtà professionale.

Irene Amorelli, Marketing Expert Serimedical e autrice della tesi di laurea "L'odontoimprenditoria"