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Il Dentale italiano, dopo il risveglio del 2015, conferma un vero recupero nel 2016

11 Luglio 2017

Il Dentale italiano, dopo il risveglio del 2015, conferma un vero recupero nel 2016

Presentazione dell’annuale ANALISI DI SETTORE UNIDI – Release 11.0

Milano, 5 luglio 2017 - Un 2016 davvero diverso dagli anni che hanno caratterizzato il dentale italiano nell’ultimo decennio. Per la prima volta, infatti, la produzione italiana è stata sostenuta soprattutto dalla crescita interna. I primi dati in proiezione dello Studio di Settore UNIDI segnalano, infatti, un trend di sviluppo costante del sistema produttivo italiano, ben oltre la crescita della produzione industriale del Paese prevista al 6,5% e un tasso medio composto annuale del 5% nel periodo dal 2009 al 2016, ma con un rallentamento dell’export, che rimane in ogni caso di segno positivo. Il mercato interno, invece, ha avuto una vera e propria esplosione degli investimenti da parte di studi dentistici e laboratori odontotecnici che, sostenuti da un’indubbia ripresa degli accessi dal dentista e della spesa odontoiatrica (certificati da ISTAT), da un rinnovato clima di fiducia degli operatori e, soprattutto, dagli incentivi fiscali del super ammortamento, hanno generato una crescita a due cifre per ciò che concerne i beni durevoli.

Il sell-out italiano (valore del mercato finale a studi e laboratori), che include una parte di prodotti e attrezzature di produzione domestica e un’altra di importazione, ha avuto una crescita che si attesta intorno al 7,7%, uno sviluppo che ha superato la doppia cifra in alcuni ambiti come quello della Radiologia, del Cad-Cam e dei Riuniti. Il consumo si è invece attestato intorno al 5% di crescita, il che conferma uno sviluppo strutturale del settore, che ottiene performances di gran lunga superiori all’andamento del paese nel suo complesso, anche se la crescita del consumo è dovuta in particolar modo alla trasformazione di prodotti in servizi nel mondo delle elaborazioni Cad-Cam e degli allineatori ortodontici. Il mercato ha quindi superato il valore di 1,2 miliardi di euro, un tetto che non veniva raggiunto dal 2008; possiamo quindi affermare di trovarci di fronte a un recupero effettivo. In questo contesto positivo della domanda interna, i fabbricanti dei settori maggiormente legati alle aree di sviluppo descritte, cioè quelle tecnologiche, hanno potuto intercettare la situazione congiunturale positiva.

In ultimo, non va dimenticato che gli incentivi fiscali tesi a favorire gli investimenti si chiuderanno probabilmente a fine 2017; quest’anno potremo quindi trovarci nuovamente di fronte ad un esercizio molto positivo sul fronte interno, ma sarà fondamentale considerare in anticipo la fisiologica contrazione prevista per il 2018, che potrà essere compensata solo da un solido posizionamento nel mercato internazionale.

 

Nella foto: Roberto Rosso