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Haicarie, bimbi italiani tornano a sorridere: 9 su 10 almeno una volta dal dentista negli ultimi 12 mesi.

15 Maggio 2017

Haicarie, bimbi italiani tornano a sorridere: 9 su 10 almeno una volta dal dentista negli ultimi 12 mesi.

Ma oltre la metà dei genitori non sa che l’eccesso di zuccheri provoca carie. Ancora poche le diagnosi corrette: solo 30% dentisti esegue mini-RX

Aumenta il ricorso alle cure odontoiatriche: negli ultimi 12 mesi, 9 genitori su 10 dichiarano di essere stati o aver accompagnato i propri figli dal dentista almeno una volta per un controllo o uno specifico problema dentale. Ma è ancora troppo scarsa la conoscenza delle regole di prevenzione della carie e troppo poche le diagnosi precoci e corrette: per migliorare e diffondere la conoscenza della carie e aggiornare dentisti e cittadini sulle modalità più corrette di diagnosi, l’Accademia Italiana di Odontoiatria Conservativa e Restaurativa(AIC) ha promosso la campagna hAICarie, presentata in occasione del 19oCongresso Internazionale CONSEURO, a Bologna dall’11 al 13 maggio. Il progetto, che ha già coinvolto più di2000 odontoiatri in oltre 70 città italiane e ne sensibilizzerà altrettanti entro la fine del 2017, prevede corsi formativi e di aggiornamento sulle più attuali e corrette procedure diagnostiche e di trattamento, mentre sul sito www.accademiaitalianadiconservativa.iti pazienti potranno trovare informazioni preziose per prevenire, diagnosticare e curare la carie.

E’ quanto emerge dall’indagine EduCarie dell’Accademia Italiana di Odontoiatria Conservativa e Restaurativa(AIC), appena conclusa su mille genitori di under 14: il 90% degli intervistati dichiara di essersi rivolto al dentista almeno una volta negli ultimi 12 mesi, in controtendenza rispetto agli ultimi anni e più del doppio rispetto al 39% registrato nel 2013 dall’ISTAT.  Tuttavia manca la consapevolezza delle regole base di prevenzione orale: oltre il 50% non sa che l’eccesso di zuccheri o la scarsa igiene provocano la carie, appena il 20%sa che il problema può insorgere a qualsiasi età, il 63% ignora che una carie può evolvere in pochi mesi e oltre il 50% non crede che i denti da latte cariati vadano curati. Ancora troppo poche le diagnosi tempestive e corrette: il 70% dei dentisti ritiene sufficiente per la diagnosi di carie una visitacon la radiografia panoramica, invece soltanto le piccole radiografie endo-orali possono riconoscere tutte le carie, soprattutto quelle piccole fra dente e dente. Eppure solo un odontoiatra su tre ricorre regolarmente alle mini-RX per la diagnosi.

Poche idee ma confuse. Sulla carie, la malattia più diffusa con 2,5 miliardi di persone colpite nel mondo e 190 milioni di nuovi casi l’anno, gli italiani non hanno le idee molto chiare. Così, anche se il 90% afferma di essere andato dal dentista e averci portato i propri figli almeno una volta nel corso dell’ultimo anno, oltre il 50% ignora che l’eccesso di zuccheri o una scarsa igiene orale siano fra i maggiori responsabili della carie, il 64% non sa che questa può evolvere in pochi mesi. Appena il 20% sa che la carie, che ha i suoi picchi di incidenza a 6, 25 e dopo i 70 anni, può presentarsi a qualsiasi età e non solo nei bambini; oltre il 50% non sa che i denti da latte cariati, un problema per 640 milioni di under 6 nel mondo e per almeno 1,5 milioni di bimbi italiani, devono essere curati per il mantenimento della salute orale. Lo rivela l’indagine EduCarie dell’Accademia Italiana di Odontoiatria Conservativa e Restaurativa(AIC) presentata in occasione del 19° Congresso Internazionale CONSEURO, a Bologna dall’11 al 13 maggio, secondo cui inoltre sono tuttora scarse le diagnosi di carie corrette e tempestive: il 70% dei dentisti utilizza ancora soltanto la radiografia panoramica, che invece ha una bassa accuratezza diagnostica. Solo il 30% impiega le mini-RX endorali, fondamentali per riconoscere anche le carie più piccole e nascoste, e appena il 20% utilizza la diga, un foglio di gomma che isola il dente dalla umidità della bocca durante il trattamento, presupposto fondamentale per avere un campo dentale asciutto e ben visibile al fine di una corretta terapia. Per fare chiarezza e migliorare prevenzione, diagnosi e terapia della carie è nato perciò il progetto hAICarie per la formazione dei dentisti e la sensibilizzazione dei cittadini: il progetto, che ha già coinvolto oltre 2000 odontoiatri in oltre 70 città italiane e ne sensibilizzerà altrettanti entro la fine del 2017, prevede corsi formativi e di aggiornamento sulle più attuali e corrette procedure diagnostiche e di trattamento, mentre sul sito www.accademiaitalianadiconservativa.iti pazienti potranno trovare informazioni preziose per prevenire, diagnosticare e curare la carie.

 

L’INDAGINE EDUCARIE

L’indagine EduCarie è stata condotta da Datanalysis su 1000 genitori di under 14 e per la prima volta indica un’inversione di tendenza rispetto agli ultimi anni: secondo dati ISTAT nel 2013 solo il 39% degli italiani si era rivolto al dentista almeno una volta l’anno e il 12% degli under 14 era stato costretto a rinunciare a una visita. I dati raccolti mostrano che il 56% dei più piccoli e il 52% degli adulti si è invece sottoposto a un controllo una volta nel corso dell’ultimo anno, con punte virtuose rispettivamente del 61% e del 55% al Sud e nelle isole; il 33% degli adulti e il 30% di bimbi e ragazzi è andato dal dentista almeno un paio di volte, il 10% di tutte le fasce d’età oltre due volte. “Si tratta di un dato riferito dai pazienti nelle interviste, sorprendente ma certamente positivo –spiega Stefano Patroni, presidente di AIC–Dopo anni di flessione delle cure dentali, è possibile che la piccola ripresa economica che stiamo vivendo stia consentendo alle famiglie italiane di prendersi maggiormente cura della propria salute orale. Un dato incoraggiante, anche se il resto dell’indagine mostra chiaramente quanti falsi miti ci siano ancora da sfatare sull’argomento carie, una malattia con cui il 95% degli italiani deve fare i conti almeno una volta nella vita. Oltre il 50% dei genitori per esempio non sa che la carie è favorita dall’eccesso di zuccheri, inteso come un consumo che ecceda il 10% delle calorie quotidiane, o dalla scarsa igiene orale. Appena uno su cinque conosce le possibili cause della carie, uno su dieci non ha idea di quali siano: un dato preoccupante, che sorprende in negativo. Altrettanto allarmante il fatto che oltre il 50% dei genitori non sappia che i denti da latte cariati vanno curati: risolvere una carie nei denti non permanenti è fondamentale per una buona masticazione e per favorire la corretta eruzione dei denti permanenti, ma pochi ne sono consapevoli. Inoltre, il 63% degli italiani non sa che la carie può evolvere nel giro di pochi mesi, ma soprattutto appena il 20%sa che può riguardare chiunque, a qualsiasi età: vale ancora, purtroppo, la leggenda metropolitana per cui i bambini sarebbero più a rischio (lo pensa il 26%, cui si aggiunge un 22% convinto che siano a rischio soprattutto gli adolescenti), invece le età in cui la probabilità è maggiore sono 6, 25 e dopo i 70 anni. Da piccoli infatti è più scarsa la capacità di assicurarsi una corretta igiene orale, attorno ai 25 anni spesso si tendono a “dimenticare” le buone regole di prevenzione e, nelle donne, il fattore gravidanza eleva il rischio perché si temono le radiografie e si cede magari a qualche voglia dolce di troppo; da anziani infine è più probabile aver subito un danno parodontale che, esponendo la radice dentale non più ricoperta dallo smalto, facilita la comparsa di carie alle radici”.

ANCORA TROPPO POCHE LE DIAGNOSI CORRETTE E TEMPESTIVE

Troppo poche tuttora le diagnosi corrette e tempestive, ma gli italiani non sanno quale sia il percorso giusto per arrivare a riconoscere le carie bene e in tempo: i risultati mostrano infatti che il 52% ritiene che la diagnosi di carie possa essere fatta al meglio con una visita e una radiografia panoramica. “Non è vero: la visita da sola non “vede” la maggioranza delle carie, soprattutto quelle piccole e fra dente e dente. La bocca poi deve essere pulita, asciutta e ingrandita per poter davvero valutare lo stato dei denti: se per esempio prima non viene rimossa la placca è come se un carrozziere cercasse di valutare un danno all’auto senza prima lavarla–spiegano Federico Ferraris, responsabile del progetto hAICarie e Giovanni Sammarco, membro della commissione del progetto–Anche la panoramica, utilizzata dal 70% dei dentisti, non ha una sufficiente accuratezza perché ha un coefficiente di distorsione e ingrandimento del 15-30% e soprattutto sono sempre presenti sovrapposizioni di strutture dentali. Gli esami radiologici più efficaci sono le piccole radiografie endo-orali che oggi usa solo il 30% dei dentisti, da ripetere regolarmente (ogni 6 o 12 mesi),o più di rado in base al grado di rischio di sviluppare carie del singolo paziente: in questo modo si possono vedere anche le piccole carie superficiali, per interventi che poi risultano poco invasivi, più semplici e meno costosi rispetto a dover risolvere una carie profonda. Importante anche la diga, per intervenire in sicurezza su denti ben visibili e asciutti, ma anche in questo caso purtroppo solo il 20% dei dentisti la impiega: ecco perché spiegare quali sono le modalità corrette per la diagnosi precoce della carie è il cuore del nostro progetto hAICarie, che da qui alla fine dell’anno porterà in tutte le Regioni corsi di formazione di 4 ore ciascuno dedicati ai dentisti. Alla fine dell’anno saranno circa 4000 gli odontoiatri formati con l’obiettivo che un numero sempre maggiore di colleghi adotti le tecniche che possono identificare le carie sempre più precocemente, così da garantire ai pazienti cure migliori, meno dolorose e meno invasive. In parallelo il nostro sito web offrirà informazioni ai pazienti, che così potranno capire se il proprio dentista utilizza i giusti metodi per la diagnosi e soprattutto potranno imparare le regole fondamentali per la prevenzione della carie. La prima e più importante è lavare i denti dopo ogni pasto, per rimuovere i batteri che possono pian piano scavare lo smalto e provocare una carie; altrettanto importante, tuttavia, non eccedere con i cibi acidi, che favoriscono la erosione dello smalto, e con gli zuccheri che sono ‘il pasto’ preferito dei batteri. Infine, sì a un controllo periodico dal dentista indipendentemente dalla presenza di sintomi: visite regolari servono a intercettare le carie quando sono ancora piccole e possono essere curate senza troppi fastidi”.

 

I DATI DELL’INDAGINEEDUCARIE PROMOSSA DA AIC

  • Il 90% dei genitori dichiara di essere stato o aver accompagnato i propri figli dal dentista almeno una volta n% e gli ultimi 12 mesi, di questi oltreil 50% una sola volta con punte del 61 e del 55%al Sud e nelle Isole, il 30% almeno un paio di volte, il 10% oltre due volte;

 

  • Oltre la metà dei genitori non sa che un’alimentazione troppo ricca di zuccheri o la scarsa igiene orale provocano la carie;

 

  • Appena il 20% sa che la carie può insorgere a qualsiasi età e non colpisce soltanto i bambini;

 

  • Oltre il 60% ignora che la carie può evolvere nel giro di pochi mesi;

 

  • Oltre il 55% dei genitori non sa che i denti da latte cariati vadano curati perchè possono danneggiare o ostacolare la nascita dei denti permanenti;

 

  • Circa il 70% ha una vera e propria fobia del dentista;

 

  • Il 33% lava i denti solo una volta al giorno e il 25% quando si ricorda o ha tempo;

 

  • Il 25% degli under 14 si lava i denti solo se i genitori gli dicono di farlo;

 

  • Solo il 30% dei dentisti impiega regolarmente le mini RX che hanno la più alta accuratezza diagnostica;

 

  • Appena il 20% dei dentisti usa la diga, un foglio di gomma che isola il dente dall’umidità della bocca che consente un campo dentale asciutto e ben visibile, necessario per un corretto trattamento;

 

DATI EPIDEMIOLOGICI(FONTE OMS)

- La carie è la malattia più diffusa al mondo: 2,5 miliardi le persone colpite e 190 milioni i nuovi casi ogni anno. 640 milioni gli under 16 con i denti da latte cariati;

 

  • Il 95% degli italiani deve fare i conti con le carie almeno una volta nella vita, 1.500.000 i bimbi italiani colpiti da carie;

 

  • La carie può presentarsi a qualsiasi età, con picchi di incidenza a 6, 25 e dopo i 70 anni.

 

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