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Dental Tech - Nuove sfide e prospettive in ortognatodonzia pediatrica 4.0

31 Marzo 2021

Dental Tech - Nuove sfide e prospettive in ortognatodonzia pediatrica 4.0

Dr. Matteo Beretta*

* Medico Odontoiatra Spec. In Ortognatodonzia. Master di II livello in Odontoiatria Digitale. Libero professionista presso lo Studiozero, Viale G.B. Aguggiari 22, Varese www.studiozero.srl 

DentalTech intervista il Dr. Matteo Beretta, Specializzato in Ortodonzia e con Master di II livello in Odontoiatria Digitale, titolare dello Studiozero a Varese, studio specializzato in Ortodonzia Digitale.

Dr. Beretta, come sta cambiando la professione per gli ortodonzisti?

L’introduzione di nuove tecnologie e di nuovi materiali sta aprendo possibilità inesplorate per noi ortodontisti. In particolare, una progressiva diffusione della stampa 3D e dei sistemi a CNC abbinati all’introduzione di nuovi tecnopolimeri permettono di trattare i pazienti con un approccio differente.

Ci dica di più su queste nuove tecnologie produttive.

E’ in atto una e vera propria trasformazione nell’ambito della produzione di dispositivi ortodontici, stiamo assistendo ad un cambio di paradigma dove le tecnologie CAD/CAM si stanno trasformando in CAD/CAT (Computer- Aided Technofacturing).

Technofacturing? Cosa intende con questo termine?

Vede, parlare ancora di manifattura risulta anacronistico; l’uso estensivo della stampa 3D e dei sistemi CNC determina che ci si porti a parlare di tecnofattura, laddove il valore aggiunto, oltre alla fondamentale capacità dell’uomo, è dato proprio da queste tecnologie.

Prima ha menzionato i tecnopolimeri, cosa sono e come possono essere impiegati.

Si tratta di polimeri di ultima generazione che possiedono delle caratteristiche fisiche, chimiche e meccaniche molto interessanti che li rendono particolarmente adatti e performanti ad essere utilizzati per produrre dispositivi ortodontici.

Quale ritiene essere, ad oggi, uno dei tecnopolimeri più interessanti?

 È di particolare interesse il PEEK (polieter-eter-chetone), il quale possiede delle proprietà fisico-chimiche molto rilevanti, quali la bassa affinità alla placca, la biocompatibilità, modulo di elasticità simile a quello osseo e un’ottima resistenza all’usura.

Può farci qualche esempio di dispositivo ortodontico prodotto in PEEK.

Guardi, le possibilità sono praticamente illimitate. Questo materiale ci permette di realizzare apparecchiature ortodontiche “su misura” per i nostri pazienti, sia passive, come mantenitori di spazio, passando per dispositivi per la gestione di elementi inclusi, ad espansori del palato e ad apparecchi per la terapia funzionale.

Ha parlato di un approccio differente al trattamento ortodontico e di dispositivi “su misura”, può dirci di più a riguardo.

Certamente, oggi è possibile parlare di self-driving orthodontics, in particolare in ortognatodonzia pediatrica perché grazie ai materiali e alle tecnologie, di cui abbiamo precedentemente parlato, utilizziamo ad esempio espansori del palato pre-calibrati per ottenere la “quantità” di espansione di cui abbiamo bisogno. Questo ci consente di avere una richiesta di bassa o nulla compliance da parte del paziente e dei genitori, che non devono fare nulla per attivare l’apparecchio. Ciò permette di arrivare all’obiettivo terapeutico grazie alla programmazione e alla realizzazione tramite setup ortodontico fatta nella fase iniziale del trattamento. Per quanto riguarda i dispositivi “su misura”, assistiamo oggi alla realizzazione sartoriale di dispositivi ortodontici che sono totalmente realizzati per venire incontro alle unicità biologiche, anatomiche e terapeutiche dei nostri pazienti.

Cosa prevede per il futuro dell’ortodonzia?

Per il futuro prevedo una sempre maggiore implementazione dei materiali, dal punto di vista numerico e delle caratteristiche tecniche, a disposizione per realizzare dispositivi high-tech, compliance-free e sempre più biocompatibili, anche per esigenze speciali.

 

Pubblicato su Infodent Aprile 2021 - Rubrica Dental Tech