User menu

Dental Tech - Fresare il titanio

2 Febbraio 2021

Dental Tech - Fresare il titanio

L’OPINIONE DELL’ESPERTO

DentalTech intervista Francesco Biaggini, CEO di AbutmentCompatibili.com, uno dei massimi esperti di Digital Dentistry in Italia.

 

Buongiorno Francesco, questa è la tua seconda intervista su Infodent nel giro di pochi mesi, sei emozionato come la prima volta?

Certo che sì, non mi abituerò mai ad essere al centro delle attenzioni di una rivista importante come Infodent. Devo ringraziare soprattutto il Dr. Francesco Mangano, è lui che mi coinvolge spesso in queste iniziative, ne sono sempre lusingato.

La volta scorsa abbiamo parlato del flusso digitale, oggi della fresatura del titanio, ritieni che questi due argomenti possano convivere in un laboratorio odontotecnico o debbano essere due specializzazioni separate?

Il fresaggio del titanio, come quello del CoCr è un livello di specializzazione estremamente elevato, i software CAM come Hyperdent o MillBox sono programmi complessi, resi semplici da dei team di sviluppatori esperti; tuttavia, serve avere una base di conoscenza importante. Spesso sento parlare di connessioni fresate in laboratorio, a volte però non si riesce a percepire una reale coscienza della complessità dell’argomento, né una formazione adeguata. Intendiamoci, ci sono tantissimi odontotecnici molto abili a fresare ma ci sono tantissime fresatrici consegnate senza una adeguata formazione da parte dei rivenditori.

Quindi ritieni ci siano delle lacune nella formazione che le aziende offrono alla consegna delle fresatrici compatte da laboratorio?

Ritengo che sia molto difficile trasferire tutte informazioni necessarie in una o due giornate di formazione, soprattutto quando l’interlocutore è un odontotecnico alle prime esperienze di fresaggio. La formazione e la voglia di crescere e investire su questa disciplina dovrebbe essere continua, non si smette mai di imparare, di aggiungere informazioni al propio bagaglio di culturale.

Quali sono gli step che consiglieresti ad un odontotecnico che si avvicina per la prima volta al mondo della fresatura del metallo?

Sicuramente consiglierei di acquistare un CAM aperto, dove poter intervenire su strategie e frese, e di dividere la formazione in due, denti naturali e connessioni implantari; imparare a scegliere le frese nel modo giusto, a modificare una strategia sull’esigenza del caso che si deve lavorare, gestendo sempre librerie implantari professionali e aperte. Tolleranze, sovrametalli, finiture di superficie, tempi macchina, usura e frattura delle frese sono tutti problemi da gestire in fase CAM. Non possiamo sperare che sia sempre il fornitore a risolverci i problemi: se così fosse, non ci sarebbe piu’ differenza tra il prodotto fresato da un utente esperto e uno alle prime armi. L’utente esperto deve poter imprimere al fresaggio la propria firma. Nel mondo della micromeccanica medicale riusciamo a capire se un componente è stato fresato in Italia o in Germania dai piccoli dettagli che differenziano le due diverse scuole. E spesso non troviamo differenza tra il fresato di due differenti laboratori che hanno la stessa macchina, le stesse frese, le stesse strategie. Ritengo che questa sia un’occasione mancata.

Perché classifichi IPD ProCam tra le librerie professionali?

Perché ti permette di settare in fase CAD una serie di parametri che saranno importantissimi nella successiva fase CAM, e perché rilasciamo tutte le connessioni implantari, liberamente fresabili da tutti. A prima vista possono sembrare complesse, ma se entri in sintonia con loro scopri che sono complete, non complesse.

Quale futuro vedi per i laboratori odontotecnici? Dovranno tutti fresare il metallo?

No, assolutamente. Sconsiglierei di buttarsi nel settore del fresaggio di metalli a tutti quelli che non hanno intenzione di investire su formazione continua. Comprare una fresatrice a 5 assi per metallo non è l’arrivo del viaggio ma la partenza, devi prevedere di dedicare una parte consistente del tuo tempo in formazione. In alternativa, conviene continuare ad appoggiarsi ai centri di fresaggio, in Italia abbiamo un’ottima offerta di servizi di fresatura con ottimi livelli qualitativi e di listini prezzi.

Quindi non ritieni che nei laboratori dovrà esserci obbligatoriamente un fresatore?

Non ho detto questo, dobbiamo dividere la fresatura del morbido come la zirconia o il PMMA e la fresatura del duro, CoCr e titanio, sono due livelli di costi macchina e di esperienza completamente differenti. Il primo sarà presente in tutti o quasi tutti i laboratori come avveniva con i parallelometri negli anni scorsi.

Ritieni che l’Italia sia pronta per gestire in laboratorio la fresatura del metallo ad alti livelli?

Sì assolutamente, dobbiamo solo smettere di pensare che il corretto fresaggio si possa gestire son un unico pulsante con scritto “start”. Dobbiamo investire sul software CAM, sulla fresatrice selezionata e sulle frese, dobbiamo riporvi quella passione e quella fantasia tipicamente italiana che ci ha resi famosi nel mondo. Non siamo secondi a nessuno: dobbiamo solo mettercelo in testa e aver voglia di dominare la tecnologia, e non subirla passivamente.

Quale fresatrice a 5 assi per metallo consiglieresti e quale software CAM?

Esistono più modelli e marche di macchine che ritengo adeguate ad un laboratorio odontotecnico, senza fare nomi consiglio sempre di informarsi e provare, magari di fare un corso sulla fresatura prima di comprare una macchina nuova, capire se le informazioni commerciali che ci stanno dando sono corrette o solo slogan. Consiglio di andare a trovare qualche collega che usa la medesima macchina che ci interessa, e verificare se il servizio assistenza è adeguato o carente. Stessa cosa per il software CAM, con l’aggiunta di ponderare bene i CAM chiusi. Come già detto, per me un software CAM deve essere aperto.

Grazie Francesco per il tempo che ci hai dedicato, ritieni che dovremmo incontrarci per una terza volta con una nuova intervista?

Credo di sì, stiamo già lavorando ad un nuovo argomento digitale da approfondire, quello del digitale è un argomento appassionante che sempre più sta trasformando il settore.

 

Pubblicato su Infodent Gennaio/Febbraio 2021 - Rubrica Dental Tech