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Odontotecnica 2.0

Vorrei comprendere meglio, se possibile, la differenza fra corone doppie e corone telescopiche e se i programmi digitali oggi a disposizione ne permettono la produzione.

Giuseppe F.  –Roma 

Risposta:

Per vedere la risposta di Claudio Vittoni, clicca qui

Per quale motivo è così importante utilizzare un protocollo scientificamente riconosciuto?

Risposta:

L’utilizzo di un protocollo riconosciuto scientificamente mette al riparo da eventuali incombenze legali, legate ad errori di competenza di una o ambe le parti del team in oggetto.

Reginaldo Bartolloni

[Infodent 1-2/2016]

Estetica - Fonetica - Funzione, servono nell’ analisi pre-operatoria per determinare nel paziente edentulo gli spazi tridimensionali dei denti per poi studiare l’inserimento dei relativi impianti?

Risposta:

Sicuramente la posizione dei denti faciliterà l’inserimento degli impianti nel modo più consono e favorirà una chirurgia meno invasiva.

Reginaldo Bartolloni

[Infodent 1-2/2016]

Perché molti odontotecnici si sono “inseriti” nel mondo della protesi avvitata multipla, “tipo Toronto”, senza fare dei corsi di approfondimento per conoscere le tecniche e le tecnologie che correlate tra loro darebbero un ottimo risultato?

Risposta:

Con la crisi e la mancanza di lavoro, molti colleghi si sono sentiti pronti per affrontare questa tipologia di protesi, che però potrebbe presentare delle complicazioni a medio e lungo termine (frattura della struttura di rinforzo per arrivare alla perdita di uno o più impianti). Il mio consiglio è quello di approfondire sia studiando che collaborando con persone più esperte.

Reginaldo Bartolloni

[Infodent 1-2/2016]

La protesi totale è sempre stata per medici ed odontotecnici complessa e poco renumerativa, basti pensare che nelle Università straniere il medico deve farla da solo e successivamente applicarla al paziente mentre l’odontotecnico deve svolgerla e consegnarla a dei centri benefici. Sono pochi i medici che veramente insegnano in Italia protesi totale. E adesso cosa succederà???

Risposta:

Che l’organismo si “organizza” da solo, è una realtà, ma tutto quello che si vede nei congressi e nelle pubblicazioni (il meglio) è a volte molto discutibile, ma solo perché non sono state applicate le regole della P.T. e quelle della protesi combinata (dal 1930 al 1960) dove gli autori più illustri ci hanno indicato strade semplici e “ripetibili”.

La risposta è molto semplice .....stiamo correndo troppo.

Reginaldo Bartolloni

[Infodent 1-2/2016*

Per la riparazione di un ponte si può ceramizzare con una sola cottura opacizzante, dentina, smalto e glasure?

Risposta:

Si può fare solo se di piccola entità, meglio comunque usare una ceramica di più bassa temperatura di quella originaria. In questo ultimo caso se la riparazione è grande, fare più cotture non costituisce un problema.

Alberto Battistelli

[Infodent 1-2/2016]

Meraviglioso! Mi sembra di leggere la mia storia. A quando una vera definizione professionale? (M.C. collega di Milano)

Risposta:

Presto, molto presto. Il tempo che alcuni miopi operatori siano disposti a valutare che un team composto da specialisti rispettosi del proprio ruolo offrano un’immagine diversa e affidabile davanti al cittadino-paziente.  

Tecnico Ortodontico è una qualifica “inventata”, chi lo usa è un odontotecnico che ha fatto un percorso come te e pertanto al massimo si può definire “esperto” non “speciale”. G. V.

Risposta:

In parte sono d’accordo con te riguardo all’invenzione ed è per questo che vorrei qualcosa di più realistico e istituzionale, ma per molti di noi “tecnico ortodontico” rappresenta una sobria distinzione con l’“odontotecnico protesista” che ha invece ha avuto i privilegi di un insegnamento nella scuola professionale, cosa che “l’esperto” non ha avuto. Inoltre “speciale” si dice per qualcuno che ha fatto qualcosa fuori dell’ordinario e molti di noi lo hanno fatto (anche se da autodidatta).

Con quale criterio avviene la scelta dei materiali per la protesi definitiva?

Risposta:

In Di silicato di litio (IPS e.max) mi vengono solitamente prescritte corone parziali o a ricopertura totale dove la cementazione sia praticabile con tecnica adesiva. Abbiamo poi a disposizione l’ossido di zirconio (Zenostar MO/T/MT) con tre valori di traslucenza finali diversi, ne ricordiamo altrettanti valori di robustezza meccanica inversamente proporzionali alla stessa. Utilizzo Zenostar MO per piccoli ponti e corone da stratificare nei quadranti posteriori, dove serve mascherare un moncone metallico o parecchio dicromico nella zona anteriore. Sui frontali da stratificare, la scelta cade sullo Zenostar T (con sette tonalità di colorazione pre infiltrate) adatto anche per corone e ponti con un elemento mancante in monolitico sui quadranti posteriori. Il nuovo Zenostar MT lo utilizzo nei casi monolitici, in corone singole fino alla zona dei premolari. A breve realizzerò anche piccoli ponti nella zona frontale, finalizzando il tutto con la tecnica della mini stratificazione. Per la Zenostar MT si hanno a disposizione colori per infiltrazione dedicati che oltre a cromatizzare in maniera decisa mantengono il croma anche dopo ripetute cotture Partecipando come prestatore d’opera odontotecnica a diverse ricerche, sia in vitro che clinici, strada facendo ho adottato determinate strategie operative, per la realizzazione di sotto strutture e metodiche di trattamento fino al rivestimento estetico. Segnali positivi sulla scelta delle procedure realizzative, arrivano anche da studi clinici.

Gianni Bonadeo

Organizzazione del Laboratorio: Cosa è cambiato nell’approccio procedurale in virtù delle nuove tecnologie?

Risposta:

Da una ceratura, nella quasi totalità dei casi, realizzata in modo tradizionale, si creano le basi per un procedere del lavoro in maniera fluida come mai finora. Il primo provvisorio, “prelimatura”, grazie ad un software dedicato e al PMMA di ultima generazione (Telio Wieland), assume caratteristiche estetiche e di design che solo tecniche quali la messa e cottura in muffola potevano dare. Dove necessario, con lo stesso materiale si possono costruire corone su monconi naturali e impiantari con chiusure di elevata precisione, mantenendo con accuratezza i volumi della nostra ceratura. Con il software Scan Abutment e convertitori dedicati, anche la protesi provvisoria direttamente avvitata su impianto o elemento intermedio, diventa di più pratica gestione. I compositi fresabili in alcuni casi possono aumentare la predicibilità, in merito alla durata di manufatti provvisori che, per i più svariati motivi, devono rimanere in sito per diverso tempo. Su impianti si può pensare anche ad un concetto di manutenzione programmata, avendo un file in magazzino è possibile riprodurre la protesi che andrà poi ovviamente attualizzata, alla nuova situazione estetico-funzionale creatasi col passare del tempo. Teniamo sempre ben presente che, con l’organizzazione di archiviazione del digitale le informazioni difficilmente vanno perse e che una ceratura di progetto iniziale definita in ogni dettaglio con i dovuti adattamenti la si riutilizza in ogni fase a seguire. Affiancata all’esperienza e alle conoscenze indispensabili per fare l‘odontotecnico le attrezzature che andranno a comporre la filiera digitale devono integrarsi tra di loro, con caratteristiche di precisione operativa conosciuta. Noi nel nostro lavoro cerchiamo di essere il più accurati possibile, concetto filosofico, non misurabile o ripetibile analiticamente. Scanner e fresatrici devono avere caratteristiche, rispetto alla precisione operativa, conosciute e ripetibili. La precisione rispetto all’accuratezza è misurabile e controllabile in qualsivoglia istante, basta possedere gli strumenti adeguati.

Gianni Bonadeo

Cosa ne pensate dell'utilizzo di compositi per la caratterizzazione degli scudi?

Risposta:

Sicuramente hanno una resa estetica notevole, tuttavia, nella mia esperienza, cerco di utilizzarli il meno possibile, vista la notevole differenza di usura tra acrilico e composito che spesso porta a infiltrazioni e/o decolorazioni. Se proprio lo desiderate, ne consiglio l'utilizzo solo in caso di protesi rimovibile.

Alberto Battistelli

Quale tra i denti in commercio è più indicato per la protesi totale?

Risposta:

La scelta del dente è ancora affidata spesso all'odontotecnico. Non esiste il dente più indicato, ma ritengo fondamentale il suo corretto posizionamento per garantire stabilità e funzionalità al paziente. Nel dubbio meglio utilizzare un dente che si lasci adattare prima possibile alla natura in modo tale da sopperire a qualche piccolo errore.

Alberto Battistelli

Si vedono sempre piu stampanti 3D, ma quale futuro avra realmente questa tecnologia e che tipo di applicazioni ci potranno realmente essere nel nostro settore?

Risposta:

Io credo che le prototipatrici giocheranno un ruolo importantissimo, e non solo nel nostro settore, ma in generale. Per quello che ci riguarda la differenza la faranno i materiali, le aziende svolgono sempre più attività di ricerca in merito alle applicazioni in campo biomedicale e l'utilizzo di questa tecnologia per noi sarà sempre più indispensabile, tenendo conto che attraverso la prototipazione praticamente non ci sono limiti realizzativi e quindi tutto ciò che viene progettato risulta prodotto in maniera fedelissima a prescindere dalla forma. D'altronde ne abbiamo un esempio tangibile già con la prototipazione dei metalli (laser melting, sintering ecc.). In definitiva oltre alla realizzazioni di modelli, considerando la sempre più alta diffusione degli scanner intraorali, la produzione di mascherine chirurgiche, altro prodotto che sarà sempre più utilizzato dalle cliniche, si potranno eseguire provvisori, e vedendo certi materiali che usciranno, si potrà pensare anche a strutture rigide e compositi. Bisogna rendersi conto che questo tipo di tecnologia è ancora agli albori (per così dire) e che subirà un'accelerazione notevole dal momento in cui sia in campo industriale sia in tutte le altre categorie verrà sempre più utilizzata. Io penso che così come si iniziano a vedere in numero crescente le macchine fresatrici a controllo numerico nei laboratori, così immagino che col tempo troveremo sempre più stampanti all'interno delle nostre aziende.

Franco Schipani

Mi hanno detto che agli albori del suo utilizzo lo Zirconio aveva una durezza molto superiore all’attuale ma non riesco a trovare informazioni in merito a tale prodotto. Sapete dirmi di che materiale si tratta?

Risposta:

L’attuale Zirconia maggiormente diffusa in commercio è fornita dall’industria allo stato di reticolo monoclino. Questa condizione (densità di 5,7gr cm cubi) rende il materiale molto facile da fresare con i sistemi CAM, offrendo innegabili vantaggi in merito al tempo impiegato per l’operazione, agli utensili utilizzati e all’accuratezza del dispositivo fresato. L’operazione successiva, come immagino tu sappia, comporta l’attivazione di un processo di sinterizzazione del manufatto necessario alla zirconia per passare dallo stato monoclino a quello tetragonale, conferendo alla stessa una durezza di c/a 1280 MPa. Inizialmente la Zirconia era stata proposta allo stato cubico capace di  una durezza di circa 1800 MPa, molto difficile da produrre dall’industria per le alte tecnologie necessarie, la sua produzione era classificata con la denominazione di Zirconia HIPPATA (Zirconia HIP). Molto costoso come prodotto primario, per la sua alta densità, era inoltre materiale ostico per gli utensili che, conseguentemente al necessario tempo prolungato di avanzamentofresa, rendeva tempi e costi di produzione improponibili.

Claudio Vittoni

L'odontotecnica classica, quella artistico-artigianale, deve considerarsi finita e del tutto superata?

Risposta:

No! assolutamente! L'odontotecnica classica, quella che necessita di una coordinazione cervellomani è ancora e lo sarà probabilmente sempre, la base dell'eccellenza. Se osserviamo le fiere commerciali dei nostri prodotti potremmo pensare che ormai tutto è digitale, ma nella realtà non è così. Ci sono grandi aziende che non hanno nemmeno un prodotto per il digitale: hanno forse optato per il suicidio? Hanno solo visto i dati dei loro sondaggi, i quali prevedono che nel mondo nei prossimi 10 anni il 70-80% dei denti sarà costruito col sistema classico, quindi lo spazio commerciale per continuare a vendere agli odontotecnici classici è ancora molto ampio. Invece credo fermamente che l'odontotecnica che è finita è quella che aspetta lo squillo del telefono per avere lavoro. La nuova odontotecnica si deve rivolgere direttamente al pubblico, farsi il suo spazio e la sua clientela, che poi condividerà con i medici partner.

Alberto Battistelli 

[Infodent 10/2015]   

Quando saranno pronti materiali per protesi mobile ed ortodontica certificati per il cavo orale da utilizzare per addizione (prototipazione)?

Risposta:

L’esponenziale incremento del digitale sia in ambito odontotecnico che ortodontico ha fatto si che le aziende del settore dovessero per amore o per forza spingere sullo sviluppo dei materiali anche e soprattutto dei materiali biocompatibili. All’ultimo IDS di Colonia si e percepito nettamente visto l’incremento di espositori con macchine Laser, DLP ecc. Ovviamente per quanto riguarda i materiali biocompatibili dobbiamo fare un distinguo, in questo senso, per le macchine a sistema di sottrazione (fresa) per intenderci il biocompatibile esiste gia da tempo (PMMAAcetalica), mentre per le macchine a prototipazione no. Questo perche, ovviamente per la richiesta di mercato in primo luogo e in secondo perche essendo il digitale partito in primis nel settore odontotecnico, le macchine a fresa erano gia “collaudate”. Oggi invece vi e una crescente richiesta di questo tipo di materiale ricavato con sistemi ad addizione (prototipazione) e di conseguenza le aziende se ne stanno occupando ogni giorno di piu. Siamo partiti con materiali a biocompatibilita 24 ore e oggi gia alcune aziende hanno a disposizione resine che possono stare nel cavo orale per lunghi periodi e quindi di fatto certificate Biocompatibili (vedi resine epossidiche) per la realizzazione di dime chirurgiche, bite, elementi provvisori (temporis) ecc. Sicuramente il 2015 sara ricordato come l’anno in cui vi e stato uno sviluppo concreto delle macchine prototipatrici in tutte le loro varianti e dei materiali biocompatibili siano essi prettamente ortodontici o odontotecnici.

Sdt. Stefano Negrini Specializzato in Tecnica Ortodontica di Laboratorio presso Universita dell'Aquila A.D. di Ortodonzia Estense Presidente OR.TEC. 2015-2016 

[Infodent 6-7/2015]  

Aprire un canale di comunicazione fra odontotecnici e istituzioni, quale sarà il futuro dell’odontotecnico alla luce delle nuove tecnologie, aprire un laboratorio richiede molti permessi e concessioni ma intanto posso lavorare?

Risposta:

Senza permessi non è possibile lavorare. Il canale con le istituzioni è aperto da sempre e le questioni odontotecniche sono ben chiare sul tavolo del Ministero della Salute, ma purtroppo la norma attuale prevede che molte questioni sulla sanità siano delegate alle regioni, se non cambia il titolo V della costituzione le cose molto difficilmente potranno migliorare.

Claudio Vittoni
Presidente CIOd

 

[Infodent 6-7/2015]

Quale sarà il futuro del CAD CAM e del laboratorio odontotecnico con poche persone?

Risposta:

Il futuro dei laboratori CAD CAM con poche persone puo essere complicato perche la concorrenza delle grandi multinazionali non e gestibile neanche da chi ha strutture grandi. L'unica speranza e che il legislatore metta mani alle norme di fabbricazione e assegni l'esclusiva solo ai veri laboratori odontotecnici, costringendo alla certificazione tutti coloro che vogliono essere classificati come fabbricanti. Questo richiede uno sforzo sindacale degli odontotecnici e una serie di condizioni favorevoli che non sono certo la cosa piu facile da realizzare. Il futuro dei piccoli laboratori e meglio garantito se punta piu sui "servizi".

Franco Schipani Dirigente CIOd

 

[Infodent 6-7/2015]

Come mai in certe strutture dentistiche è presente all'interno un laboratorio odontotecnico, mentre dovrebbero avere ingressi indipendenti e locali non comunicanti. Da che legge sono regolati?

Risposta:

Le normative a riguardo sono di tipo regionale. In alcune regioni da sempre e possibile avere le due cose insieme se situate all'interno di un centro dentale e se il laboratorio lavora in esclusiva per il centro stesso, senza fatturare mai per l'esterno. In altre regioni cio non e possibile. Nel lazio, ad esempio, la norma e stata emanata solo nel 2012. La delibera di riferimento n. 83572 del 07/2009 riporta ”il possesso o la detenzione dei locali non potra consistere nell’utilizzo di singole stanze nell’ambito di un’unita immobiliare in cui siano presenti anche attivita non sanitarie o altre professioni sanitarie non mediche”. Lo studio ove esercita il professionista deve essere utilizzato in via esclusiva dal professionista stesso.

EG Engineering Consulting s.r.l. cantagallo@hotmail.it

[Infodent 6-7/2015]

La resistenza del legame tra zirconia e ceramica, cambia con la sabbiatura oppure non serve a niente come dicono alcune case costruttrici?

Risposta:

L’effetto di sabbiatura sulla Zirconia non è in grado di produrre una superficie necessaria ad un efficace legame con la massa ceramica, ma ciò nonostante non la si può definire una inutile operazione. La tecnologia CAM, deputata alla realizzazione delle strutture che riceveranno il rivestimento ceramico, producono una superficie semi-levigata, pertanto, la tenuta tra due superfici prive di vincoli meccanici è regolata da fenomeni di attrito. Tali fenomeni di attrito fondamentalmente sono riconducibili a due ambiti distinti: MECCANICO e CHIMICO-FISICO (o micromeccanici). Fenomeni meccanici: dipendono dalla pressione di contatto - Interazione delle asperità superficiali - Micro deformazioni elastiche e plastiche - Micro fusioni. Fenomeni chimici o micromeccanici: non dipendono dalla pressione di contatto - Interazione elettrochimica - Interazione tra strati superficiali auto-generati o riportati (incollaggio). Per tale materiale è quindi consigliato un intervento sulla superficie utilizzando frese (punte montate) abrasive non inquinanti di granulometria solitamente variabile compresa fra i 125/180 micron allo scopo di favorire il legame meccanico Zirconia- Ceramica. Si trovano in commercio diverse marche più o meno valide per tale trattamento superficiale, ma la nostra attenzione si dovrà concentrare verso pietre prive di legante solitamente utilizzato per mantenere legate le particelle di Carborundum che costituiscono la punta abrasiva. A seguito di questa lavorazione entra in gioco la sabbiatura con biossido di alluminio allo scopo di asportare la presenza di ogni tipo di impurità ad una pressione non inferiore a 3/4 ATM.

Claudio Vittoni Pres. CIOd     

[Infodent 8-9/2015]  

Risulta vero che il disilicato non dovrebbe essere sabbiato, soprattutto all'interno?

Risposta:

La risposta ufficiale/scientifica è: Perché si avrebbe una riduzione sostanziale della resistenza alla frattura. La sabbia “sparata” dalla sabbiatrice crea delle micro fratture (o andrebbe ad aumentare quelle già naturalmente presenti) sul vetro, questo non genera problemi su superfici che poi verranno trattate (glasura o stratificazione), ma su quelle non trattate (superficie a contatto con il cemento, corona lucidata meccanicamente o autolucidata). Pertanto è consigliabile evitare accuratamente questo trattamento.

Alfred Mehnert Product Specialist Trainer Ivoclar Vivadent 

[Infodent 8-9/2015]  

La fibra di carbonio è veramente un sostituto affidabile del metallo?

Risposta:

La fibra di Carbonio di fatto sta già sostituendo il metallo laddove è richiesta una buona resistenza alla fatica (formula uno, aerei, bici, moto gp ecc.). Se parliamo del suo uso in odontoiatria ha il vantaggio di assorbire il 60% dei carichi masticatori a difesa dell’integrazione ossea degli impianti. Le proprietà meccaniche della fibra di carbonio che possiamo realizzare in laboratorio mediante stampaggio sono equivalenti ad una lega con il 45% di oro. Le sottostrutture di carbonio hanno bisogno, per una buona estetica, di spazio, quindi si potrà utilizzare sempre su impianti e non sempre sui denti naturali.

Paolo Pagliari Specialista di prodotto DEI Italia  

 

[Infodent 8-9/2015]  

Per aprire un mio laboratorio odontotecnico che documenti devo inviare alla ASL?

Risposta:

Norme e requisiti per l'apertura del laboratorio odontotecnico: 1. Essere maggiorenni ed in possesso dell'abilitazione (diploma) ai sensi e per gli effetti degli articoli 99 e 140 del T.U.L.S. 1265\34 (art. 1 del R.D.1264\27) 2. Registrazione del diploma del o dei titolari presso la USSL e sua esposizione nei locali del laboratorio (R. D. 1334\28 artt. n. 3 e 20) 3. Esposizione di un quadro contenente la letterale riproduzione dell'art.11 R. D. 1334\28 4. Agibilità dei locali adibiti a laboratorio (regolamenti comunali di igiene e polizia urbana e legge 303\56 e successive modifiche) 5. Iscrizione all'INAIL cinque giorni prima dell'inizio dell'attività 6. Iscrizione all'I.V.A. (attribuzione partita IVA) 7. Iscrizione ai ruoli I.N.P.S. 8. Iscrizione alla Camera di Commercio, Industria Artigianato ed Agricoltura 9. Iscrizione e registrazione presso il Ministero della Sanità (D.to Lgs 46/97 attuativo della Mdd93/42); elenco semestrale aggiornato 10. Iscrizione all'Albo delle Imprese Artigiane secondo quanto previsto dalla L. 443\85 (obbligatoria per tutti se non siano S.A.S., S.P.A. od S.R.L.) 11. Iscrizione al registro delle imprese 12. Rispetto della legge sulle "normative per la prevenzione degli infortuni" (DPR 547\55, 626\94 e successive modificazioni e norme ISPESL) e delle "Norme per la sicurezza degli impianti" (legge 46\90) con dichiarazione di verifica degli impianti di "messa a terra" (scadenza biennale - art.328, legge 547\55) 13. Rispetto delle norme sulla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro (D.L.vo 626/94 e successive modificazioni) 14. Rispetto delle norme di legge sull'Igiene del Lavoro (DPR 303\56 e 626\94 e successive modifiche) 15. Rispetto delle normative per lo stoccaggio e smaltimento dei "rifiuti speciali e pericolosi" (legge 915\82 e 475\88) con relativa denuncia annuale quando prevista 16. Stesura dell'autocertificazione documentata sulla "esposizione al rumore" per soci e dipendenti (legge 277\91) 17. Rispetto delle norme sulle acque reflue (legge 319\76 e disposizioni comunali) 18. Rispetto delle norme sulla pubblicità (legge Volponi 175\92 e decreti attuativi. 

Alessandro Cantagallo EG Engineering Colsulting Srl cantagallo@hotmail.it

[Infodent 05/2015]

Perchè in certe strutture dentistiche è presente all'interno un laboratorio odontotecnico, mentre dovrebbero avere ingressi indipendenti e locali non comunicanti. Da che legge sono regolati?

Risposta:

I centri odontoiatrici spesso hanno laboratori che lavorano in esclusiva per loro senza rapporti con l'esterno, ovvero il laboratorio è gestito dalla stessa società di servizi.
Alcune regioni considerano questo regolare. Bisogna quindi rifarsi alle norme delle singole regioni.

Claudio Vittoni
Presidente Nazionale CIOd
Felsa CISL

 

[Infodent 05/2015]

Perchè ad oggi non si è ancora riusciti ad avere un nostro Albo?

Risposta:

Non è che non siamo riusciti ad avere un albo, è che un albo attualmente non ha senso chiederlo, perchè c'è una tendenza della comunità europea a chiudere anche quelli che ci sono e perchè senza un dispositivo legislativo che attribuisca l'esclusiva della produzione di protesi, non avrebbe senso.
In caso di approvazione del profilo professionale universitario su cui le AAOO odontotecniche lavorano da anni, lo stato italiano prevede l'accorpamento all'interno di una specie di albo delle categorie che superano ventimila addetti.

Luigi Benvegnù
Direttore nazionale

[Infodent 05/2015]