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Risoluzione di un caso complesso con metodica full digital

Ritratto di dbenagiano_63066
Top Contributor DDU
2 Marzo 2017

Risoluzione di un caso complesso con metodica full digital

Dr. Domenico Benagiano
Odontoiatra, Gioia del Colle (BA)
Aree di esperienza: protesi digitale, fresatori, stampanti 3D, chirurgia guidata

 

Nell’ambito di un normale percorso di riabilitazione implanto-protesica, dovevamo trattare una paziente con fortissimo riflesso orofaringeo, che non permetteva la rilevazione fisica di una impronta con materiale convenzionale (polivinilsilossano). Le fixtures, in posizione 36 e 37, erano state inserite senza difficoltà poiché questo riflesso faringeo era stato scatenato da un episodio – una gastroscopia svolta senza alcuna forma di anestesia o sedazione - avvenuto poche settimane dopo l’inserimento degli impianti. La paziente era talmente sensibile da impedire l’impiego dei normali scanbodies disponibili in commercio e corrispondenti agli standard del settore, in quanto non si riusciva ad avvitare gli stessi sulla connessione implantare; un solo contatto con la lingua (la paziente presentava anche macroglossia) scatenava un immediato riflesso faringeo. Diveniva pertanto necessario inventare un protocollo ex novo specificatamente progettato per venire incontro alle esigenze della paziente. Sugli impianti era avvitate le viti di guarigione, la cui altezza e diametro erano noti. Questo permetteva di modellare in 3D ed in seguito produrre per fresatura in peek dei cappucci personalizzati (Fig. 1)

Fig. 1 - Modellazione 3D del caccuccio-scanbody custom in peek su vite di guarigione.

 

che, facilmente sovrapponibili senza avvitamento alle viti di guarigione, svolgevano la funzione di scanbodies (Fig. 2).

Fig. 2 - Relazione spaziale tra scanbody custom in peek e geometria implantare.

Veniva rilevata una impronta ottica esclusivamente del lato vestibolare dell’emiarcata interessata, per evitare qualsiasi contatto dello scanner con la lingua (Fig. 3).

Fig. 3 - Impronta ottica della sola porzione vestibolare delle emiarcate della paziente, con scanbodies in posizione.

La scansione era parziale (Fig. 4)

Fig. 4 - L’impronta risultava parziale, tanto da impedire l’utilizzo dei software di modellazione CAD normalmente impiegati in odontoiatria.

tanto da impedire ai normali software utilizzati nel CAD odontoiatrico di procedere all’accoppiamento tra la geometria degli scanbodies custom e le superfici rilevate nell’impronta. A tal scopo era necessario utilizzare un software di reverse engineering ed editing 3D (Meshlab), sviluppato da un team italiano, con il quale era possibile procedere all’allineamento delle geometrie implantari alla mesh di scansione (Fig. 5).

Fig. 5 - Corretto allineamento della geometria degli scanbodies custom alla scansione ottica

Questo portava ad una corretta modellazione CAD di una struttura di ponte (framework) di due elementi (Fig. 6),

Fig. 6 - Modellazione del framework

che veniva successivamente fresata in titanio grado 5 (Fig. 7).

Fig. 7 - ramework fresato in titanio grado 5.

Il tecnico modellava la sovrastruttura in resina composita su un modello stampato in 3D. Al fine di ridurre i tempi dell’avvitamento ed i disagi conseguenti per la paziente, veniva modellato in CAD con il software Rhinoceros (Fig. 8-9)

Fig. 8 - Modellazione CAD del mini-cacciavite custom.

 

 

 

Video - Fig. 9 - Schema di funzionamento del mini-cacciavite.

e poi realizzato per fresatura (Fig. 10)

Fig. 10 - Dimensioni del mini-cacciavite fresato.

un mini-cacciavite personalizzato, il cui design consentiva un funzionamento totalmente diverso rispetto a quelli presenti in commercio. In tal modo era possibile avvitare la struttura dall’esterno, tramite l’uso di due pinzette chirurgiche, senza invadere il cavo orale e senza alcun contatto con la lingua della paziente (Fig. 11).

Fig. 11 - Foto clinica del restauro applicato

Completato l’avvitamento si verificavano i contatti occlusali che risultavano ottimali, e la paziente era congedata con soddisfazione.