User menu

Pianificazione digitale ed intervento implanto-protesico computer-assistito con un flusso totalmente digitale: una procedura senza soluzione di continuità tra studio e laboratorio per una riabilitazione altamente predicibile

Ritratto di massimobuda52_64339
Top Contributor DDU
14 Aprile 2017

Pianificazione digitale ed intervento implanto-protesico computer-assistito con un flusso totalmente digitale: una procedura senza soluzione di continuità tra studio e laboratorio per una riabilitazione altamente predicibile

Autore: Massimo Buda
Odontoiatra a Napoli
Aree di esperienza: protesi digitale, materiali estetici, cone beam computed tomography (CBCT), chirurgia guidata, biomateriali

La diagnosi e la pianificazione degli interventi implanto-protesici computer assistiti è una procedura ampiamente convalidata che certamente ha contribuito a rendere più semplice e predicibile il trattamento riabilitativo. Tuttavia  le tecnologie utilizzate sono generalmente di proprietà dell'industria, dando al dentista ed all’odontotecnico solo un controllo parziale sul processo completo. Il caso descritto illustra una procedura che utilizza le tecnologie più avanzate, sia per la pianificazione e la produzione, ma che, in modo diverso, può essere completamente gestita in un flusso di lavoro senza soluzione di continuità tra il clinico ed il laboratorio, basandosi sulle recenti tecnologie CAD/CAM e sulla Prototipazione Rapida.

Questa procedura è stata applicata al caso descritto nel quale a livello mandibolare è stato necessario realizzare una riabilitazione complessa che ha incluso oltre all’estrazione della dentatura residua, un’ osteotomia, l’ inserimento di 4 impianti (due anteriori paralleli e due posteriori inclinati), e l’applicazione di una protesi protesi a carico immediato.

Il piano di trattamento può essere sintetizzato secondo le seguenti fasi:

1. Visita clinica con la raccolta di tutti i dati anamnestici e l’effettuazione di fotografie digitali (Fig. 1)

 

Fig. 1

2. Realizzazione di una guida radiologica, derivata da una ceratura diagnostica e composta da una placca in resina che supporta un marker extraorale, che il paziente ha indossato durante l' effettuazione dell’ esame CBCT (Fig. 2);

Fig. 2

3. In laboratorio è stata quindi realizzata la scansione ottica dei modelli e della ceratura. I relativi files .STL e files .DCM della CBCT vengono importati nel software, dove, grazie ad un apposito algoritmo di “best-fit”, vengono accoppiati in modo indipendente, che ne consente la visione singola o composta. Viene  quindi pianificata virtualmente la posizione degli impianti tenendo conto della contestuale pianificazione della osteotomia (Fig. 3-4);

Fig. 3

Fig. 4

4. Tutti i dati vengono quindi trasferiti in un software dedicato nel quale viene progettata una prima guida chirurgica supportata dalla dentatura residua che consentirà la preparazione dei siti per l’alloggiamento degli anchor pins (Fig. 5)

Fig. 5

e di una seconda guida scomponibile fissata negli alloggiamenti degli anchor pins che consentirà di effettuare dapprima l’osteotomia e successivamente l’inserimento degli impianti con una procedura totalmente guidata (Fig. 6-7);

Fig. 6

Fig. 7

5. Lo stesso software viene impiegato per progettare la protesi, che viene dotata di guide per anchor pins al fine di consentirne il posizionamento utilizzando gli alloggiamenti degli stessi preparati con l’impiego della prima guida chirurgica (Fig. 8);

Fig. 8

6. Tutti i dispositivi modellati nei passaggi precedenti sono realizzati con la stessa apparecchiatura di prototipazione rapida. La protesi provvisoria viene costruita in PMMA e viene caratterizzata manualmente dall'odontotecnico per simulare i colori  dei denti e delle gengive del paziente (Fig. 9);

Fig. 9

7. La prima guida a supporto dentale viene fissata con gli anchor pins (Fig. 10);

Fig. 10

8. Dopo avere estratto i denti ed aperto un lembo a spessore totale, viene fissata sempre tramite gli anchor pins la prima sezione della guida scomponibile e viene effettuata l’osteotomia guidata  per ridurre la cresta ossea (Fig. 11);

Fig. 11

9. Successivamente viene applicata la seconda sezione della guida scomponibile, senza quindi dover rimuovere la prima sezione. La guida cosi ricomposta senza dover rimuovere gli anchor pins consente di semplificare il posizionamento implantare  garantendo  contemporaneamente un alto livello di accuratezza rispetto alla pianificazione virtuale degli stessi (Fig. 12);

Fig. 12

10. Dopo aver inserito gli abutments anteriori diritti e posteriori inclinati ed i relativi cilindri per provvisori viene applicata la protesi provvisoria utilizzando le sedi degli anchor pins precedentemente preparate, consentendo il posizionamento della protesi stessa in base a quanto virtualmente pianificato, anche in termini di relazioni occlusali con l’arcata antagonista. La protesi viene quindi fissata passivamente ai cilindri mediante cemento composito duale (Fig. 13);

Fig. 13

11. Una volta effettuato il controllo dinamico dell’occlusione, la protesi viene rimossa tramite le viti di connessione e mentre la stessa viene rifinita al di fuori del cavo orale, si procede alla sutura dei lembi con punti semplici staccati (Fig. 14);

Fig. 14

12. La protesi una volta rifinita e lucidata viene applicata ai sottostanti abutments tramite le viti di fissaggio (Fig. 15).

Fig. 15

Il metodo proposto dimostra come il flusso di lavoro digitale in odontoiatria può essere impiegato in una procedura senza soluzione di continuità tra lo studio odontoiatrico ed il laboratorio odontontecnico, ognuno nel proprio settore di responsabilità e competenza, mantenendo però costante il controllo incrociato in tutte le fasi operative. L’impiego di un sistema aperto consente quindi lo scambio di informazioni tra i diversi softwares e la possibilità di realizzare i dispositivi necessari con qualsiasi procedura  CAD/CAM o RP, garantendo un’elevata accuratezza e precisione del trattamento.