User menu

L’accesso angolato della vite amplia i confini funzionali ed estetici dell’implantologia computer guidata

Ritratto di hauschild_63352
Top Contributor DDU
23 Marzo 2017

L’accesso angolato della vite amplia i confini funzionali ed estetici dell’implantologia computer guidata

Uli Hauschild
Odontotecnico
Aree di Esperienza: Implantologia, Odontoiatria digitale, Protesi digitale, Materiali estetici, Fresatori, Chirurgia guidata
Titolare di Laboratorio Dental Design a Sanremo (http://www.dentaldesign.biz)

 

Una delle più recenti innovazioni introdotte per gli impianti è stata l’introduzione dell’accesso angolato della vite per ponti e strutture ibride. Tale innovazione apre la strada a nuove soluzioni estetiche e funzionali nella fabbricazione di protesi dentali avvitate. Ciò permette infatti la creazione di un canale vite ad un angolo fino a 30° rispetto all’asse implantare, rendendo perciò possibile la realizzazione di protesi avvitate più funzionali ed estetiche. Il caso che presentiamo mostra i passaggi individuali dal posizionamento degli impianti sino alla fabbricazione ed alla consegna di una arcata fissa avvitata su impianti. Sebbene la protesi provvisoria fosse avvitata convenzionalmente, la protesi definitiva, consegnata tre mesi dopo, permetteva di ottenere un’estetica molto migliore esclusivamente grazie alla modifica dei canali vite. Essendo il chirurgo vincolato all’anatomia ossea effettivamente disponibile, non è sempre possibile inserire gli impianti nella posizione ideale per la protesi. Assi implantari sfavorevoli rendono la costruzione della protesi più difficile e questo può influenzare negativamente il risultato estetico e funzionale. L’introduzione dell’implantologia computer-guidata, con la possibilità di inserire gli impianti in accordo ad un progetto virtuale (e pertanto con posizione inclinazione e profondità note) ha cambiato tutto questo. Questa tecnologia permette di ottimizzare la pianificazione e quindi il posizionamento degli impianti durante la chirurgia, con enormi vantaggi nella costruzione della protesi. Il concetto dell’accesso angolato della vite si adatta molto bene a questo contesto. Anche se la posizione dell’impianto rimane la stessa, si possono ottimizzare gli spazi semplicemente spostando il foro di accesso della vite: ciò permette di migliorare notevolmente il risultato protesico. Quando si fabbrica una sovrastruttura in titanio con tecnologia CAD/CAM per protesi avvitata, l’accesso angolato della vite permette alla vite d’accesso di essere angolata fino a 30° rispetto all’asse maggiore implantare. Questa sistematica usa un driver exalobulare e una vite che sono identiche rispetto agli originali, eccezion fatta che per l’interfaccia per la  testa della vite. In questo modo si può trasmettere la forza di avvitamento all’asse della vite anche in presenza di un angolo. La figura 1 (Fig. 1A)

Fig. 1A

mostra come una vite di connessione in un canale vite angolato possa rimanere accessibile, quando l’uso di un canale vite dritto non sarebbe praticabile (Fig. 1B).

Fig. 1B

Una paziente di 41 anni, completamente edentula nella maxilla dall’età di 26 anni, si presentava all’attenzione del Dr. Sebastien Rousset (Beausoleil, Francia) richiedendo una riabilitazione fissa supportata da impianti, possibilmente a carico immediato. Non esistevano controindicazioni generali o locali all’esecuzione di questo trattamento. Le Fig. 2 e Fig. 3

Fig. 2

Fig. 3

mostrano la situazione clinica e radiografica iniziale. Si pianificava un trattamento con una arcata fissa a sostegno di impianti inseriti con tecnica di chirurgia guidata. Dopo la registrazione del bite, si provvedeva a costruire in laboratorio un try-in estetico, che veniva provato direttamente in bocca al paziente. La protesi di scansione veniva realizzata su queste basi. I dati derivati dalla TC venivano trasferiti al software SIMPLANT (DENTSPLY), dove si simulava la posizione definitiva dei denti (Fig. 4).

Fig. 4

Benchè il paziente avesse una discreta quantità ossea residua disponibile (Fig. 5)

Fig. 5

l’osso al di sotto del seno mascellare non era sufficiente. L’obiettivo era inserire 8 impianti il più paralleli possibili. L’arcata fissa che sarebbe stata successivamente avvitata, avrebbe dovuto occupare la posizione originale dei denti naturali. La protesi di scansione veniva sovrapposta con i dati ottenuti dalla CT nel software di chirurgia guidata per determinare la posizione ottimale degli impianti. Venivano presi in esame anche i margini gengivali (Fig. 6).

Fig. 6

Guidato dalla protesi di scansione, e quindi dall’ideale posizione dei denti, il dentista poteva pianificare, all’interno del software, il posizionamento degli impianti al fine di ottenere un risultato estetico ottimale (Fig. 7).

Fig. 7

La posizione degli impianti ANKYLOS (DENTSPLY) era pertanto pianificata con SIMPLANT, e si cercava di posizionarli al meglio, con gli assi maggiori il più possibile dritti (Fig. 8).

Fig. 8

Si usavano dei Balance Base Abutments, e si ordinava la dima chirurgica (Fig. 9).

Fig. 9

Si poteva pre-visualizzare il risultato (Fig. 10)

Fig. 10

grazie alla progetto estetico del laboratorio Dental Design e successivamente avveniva la fabbricazione di una struttura provvisoria (Fig. 11).

Fig. 11

Mentre veniva fabbricata la dima chirurgica il laboratorio stampava un modello 3D che simulasse le posizioni di gengiva ed abutments (Fig. 12).

Fig. 12

La protesi provvisoria era fabbricata su questo modello. Per permettere il carico immediato ed assicurare la solidarizzazione degli impianti, tale protesi provvisoria consisteva in una struttura metallica che era poi ricoperta di composito. All’inizio della procedura chirurgica, la guida SIMPLANT era inserita in bocca ed assicurata nella corretta posizione attraverso 4 diverse viti di fissazione (Fig. 13).

Fig. 13

Otto impianti ANKYLOS (3.5 mm in diametro e in lunghezza da 8 ad 11 mm) erano posizionati seguendo le istruzioni del produttore (Fig. 14).

Fig. 14

Dopo avere rimosso la dima chirurgica, si verificava la stabilità degli impianti. Gli assemblaggi erano rimossi e si selezionavano quindi i Balance Base abutments in funzione dello spessore gengivale presente in corrispondenza di ciascuno dei siti implantari. La precisione nel posizionamento degli impianti era confermata da un paragone immediato tra la visione clinica ed il progetto precedentemente realizzato. La protesi provvisoria, realizzata in modo convenzionale, era quindi avvitata in bocca. Dopo tre mesi, si rimuoveva il ponte provvisorio e si verificava l’osteointegrazione degli impianti. Quindi si avvitavano i transfers per la presa dell’impronta con tecnica open-tray e si rilevava l’impronta (Fig. 15,16).

Fig. 15

Fig. 16

Si realizzava e scansionava un modello master (Fig. 17,18).

Fig. 17

Fig. 18

Per perfezionare la forma dell’arco dentale e le morfologie dei singoli elementi, il setup dentale definitivo veniva verificato attraverso un try-in estetico, al fine di creare le condizioni ideali per il disegno della struttura. Per migliorare l’estetica, si impiegava l’accesso angolato per vite nel disegno della protesi definitiva. La figura 19 (Fig. 19)

Fig. 19

mostra come con un accesso diritto, il canale vite inevitabilmente cada a livello del margine incisale dei centrali; e come l’arco stesso possa essere non ottimale a livello dei posteriori. Evidentemente, l’uso dell’accesso angolato della vite ha permesso di migliorare i risultati estetici e funzionali nel caso presente, e la protesi definitiva è risultata notevolmente migliore rispetto alla protesi provvisoria, sebbene la posizione degli impianti fosse rimasta identica. La figura 20 (Fig. 20 A,B)

Fig. 20 A e B

mostra come la progettazione CAD con software 3D possa facilitare la produzione. La struttura definitiva in titanio era modellata all’interno di questo software e quindi fresata (Fig. 21,22)

Fig. 21

Fig. 22

per poter essere poi rivestita in composito e finalizzata (Fig. 23).

Fig. 23

In conclusione, l’accesso angolato della vite migliora i risultati estetici e funzionali perché permette di migliorare la posizione dei canali vite nelle protesi avvitate a supporto implantare (Fig. 24,25).

Fig. 24

Fig. 25

La figura 26 (Fig. 26)

Fig. 26

mostra il posizionamento crestale di 8 impianti ANKYLOS.  Angolando il canale della vite, è possibile posizionare l'accesso della vite protesica in modo ottimale, migliorando i risultati funzionali ed estetici dei ponti e delle strutture ibride. Tale concetto si adatta perfettamente alla chirurgia guidata implantare, e permette di ottimizzarne ulteriormente i risultati (Fig. 27).

Fig. 27

 

Note: il presente caso di chirurgia implantare guidata è stato progettato ed eseguito clinicamente dal Dr. Sebastien Rousset, Beausoleil, France.