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Caso clinico: riabilitazione con faccette in ceramica degli incisivi centrali superiori con workflow digitale

Ritratto di dario.cianci
Top Contributor DDU
18 Settembre 2017

Caso clinico: riabilitazione con faccette in ceramica degli incisivi centrali superiori con workflow digitale

Dr. Dario Cianci
Odontoiatra, Milano
www.studiodariocianci.com

La digitalizzazione in odontoiatria permette, tramite l’uso di scanner intraorali, di rilevare le impronte 3D delle arcate dentali. Ciò consente, tramite software CAD (computer-assisted-design), di elaborare al computer l’elemento protesico necessario che poi verrà, tramite un software CAM (computer-assisted-manufacturing), prodotto da un fresatore.

Caso clinico

Il paziente di 32 anni con otturazioni ripetutamente eseguite sui centrali superiori sin dall’adolescenza poiché fratturatisi in modo traumatico (fig. 1),

Fig. 1

ha chiesto un trattamento che permettesse di ristabilire la naturale estetica degli elementi interessati in tempi brevi e in modo il più conservativo possibile. La scelta è stata quella di due faccette in ceramica integrale (disilicato di litio) rilevate tramite una impronta ottica con uno scanner intraorale (Omnicam, Sirona) e fresate tramite fresatore presente in studio.

Particolare attenzione quando si lavora in digitale è dedicata alla preparazione degli elementi. I bordi devono essere ben visibili e non vi deve essere del sangue a ostacolare la ripresa, poiché la corretta lettura ottica è il caposaldo per la precisione del manufatto protesico (fig. 2).

Fig. 2

Ciò permette di tracciare al computer (fig. 3)

Fig. 3

in modo rapido e preciso il bordo di chiusura delle componenti protesiche, fondamento primo per il buon fitting tra le faccette e gli elementi dentali preparati (fig.4).

Fig. 4

Il paziente durante la progettazione delle faccette e la preparazione delle stesse al computer (fig. 5)

Fig. 5

viene fatto accomodare in sala di attesa.

Si passa quindi alla progettazione virtuale delle faccette con l’apposito software CAD e al  successivo fresaggio, cui seguono le fasi della cristallizzazione, glasura e colorazione.

Ciò consente di terminare il lavoro in circa due ore e mezza (fig. 6).

Fig. 6

La cementazione adesiva deve essere anch’essa eseguita scrupolosamente utilizzando la diga per lavorare in ambiente asciutto.

Il risultato è soddisfacente. Le tecnologie digitali permettono al paziente di ottenere una riabilitazione estetica e funzionale, ridonando un sorriso gradevole, in modo poco invasivo e soprattutto in tempi estremamente rapidi se confrontati con quelli che sarebbero stati necessari con le impronte tradizionali.

Il workflow digitale è un modo di lavorare che facilita l’operatore permettendo un controllo in tempo reale di ciò che si sta eseguendo.

L’impronta poco precisa può essere immediatamente visualizzata e ripresa.

L’ampia gamma di materiali in commercio permette la scelta più idonea al caso inoltre è al passo con i tempi, poiché i software vengono continuamente aggiornati in funzione di nuovi materiali prodotti dalle differenti aziende.

Il paziente vede risolvere il proprio caso in tempi assolutamente ridotti rispetto all’impronta tradizionale e ciò consente oltre a una minore una riduzione delle sedute dal dentista una metodica meno invasiva in particolare nella presa delle impronte.

E’ un mondo affascinante quello dell’odontoiatria digitale, e per gli innumerevoli risvolti positivi sarà sempre più presente nella pratica clinica quotidiana dell’odontoiatra.