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Canini inclusi: trazione “bracketless full digital soft touch”…esercizi preliminari

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Top Contributor DDU
11 Settembre 2017

Canini inclusi: trazione “bracketless full digital soft touch”…esercizi preliminari

Dr. Matteo Beretta
Odontoiatra, Varese
Aree di esperienza: scanner, ortodonzia digitale
www.matteoberetta.pro

La gestione ortodontica degli elementi inclusi è una pratica con cui l’ortodontista si confronta quotidianamente, specialmente riguardo i canini superiori1. Quando non si “arriva in tempo” per intercettarne un percorso di eruzione difficoltoso ed eventualmente prevenirne l’inclusione2, è necessario pianificare la corretta disinclusione, la cui meccanica può richiedere di considerare diverse variabili, tra cui, non meno importanti, l’estetica e il comfort. Queste due caratteristiche, oltre alla necessaria efficacia dell’apparecchiatura ortodontica, sono richieste oggi sempre più ad ogni età. La trazione ortodontica di un canino incluso può talvolta essere effettuata senza modificare preliminarmente la posizione dei denti vicini, ma sfruttandoli come ancoraggio e lasciando liberi, per estetica e comfort, altri elementi, che potranno essere allineati una volta risolta la disinclusione. Presentiamo due casi, nei quali la pianificazione terapeutica si è avvalsa di una diagnosi mediante CBCT3, quindi, su modelli da scansione intraorale, è stato progettato* e realizzato mediante fresatura** un dispositivo di ancoraggio e trazione custom made “tooth borne”. Il materiale utilizzato è un composito hi-tech rinforzato in fibra***, non metallico e privo di bisfenolo A, estetico, leggero e resistente, che viene cementato con tecnica adesiva.

Caso 1

Il giovane paziente, di anni 12, presentava l’inclusione di 1.3 in trasposizione con 1.4, la cui radice risultava vicina ma non in contatto con la corona del canino e già inclinata in direzione palatale (Fig.1-2-3).

Fig. 1

Fig. 2

Fig. 3

Poiché il paziente soffriva di aftosi ricorrenti alle mucose geniene, si è scelto di progettare (Fig.4)

Fig. 4

e realizzare (Fig.5 a,b)

Fig. 5A

Fig. 5B

un dispositivo di trazione vestibolare dalla forma arrotondata per ottimizzare il comfort. Una volta effettuato l’aggancio chirurgico-ortodontico di 1.3 (Fig.6 a,b)

Fig. 6A

Fig. 6B

e ottenuta la guarigione dei tessuti molli è stato cementato il dispositivo sulla superficie vestibolare di 1.4, 1.5, 1.6 ed è stata iniziata la trazione in direzione mesiale mediante filo elastico (Fig.7 a,b).

Fig. 7A

Fig. 7B

Dal punto di vista biomeccanico il dispositivo (un Jig modificato con power arm) ha generato contemporaneamente ancoraggio, mesializzazione del canino e apertura dello spazio per il suo riposizionamento in arcata (Fig.8-9).

Fig. 8

Fig. 9

Superato 1.4 (Fig.10 a,b),+

Fig. 10A

Fig. 10B

mediante progressiva modifica del power arm tramite fresatura intraorale, il canino potrà continuare il suo movimento spostando il punto di applicazione della forza in direzione palatina. Il caso verrà completato con l’applicazione di una apparecchiatura fissa linguale.

Caso 2

La paziente, di anni 30, presentava 1.3 incluso in posizione palatale, con permanenza del 5.3 (Fig.11,12).

Fig. 11

Fig. 12

Per il timore di perdere il canino da latte, ci ha chiesto di valutare la possibilità di portare in arcata il permanente. Essendo la paziente adulta, non era escludibile a priori l’impossibilità di recuperare il canino incluso. Valutata la CBCT (Fig.13 a,b,c)

Fig. 13A

Fig. 13B

Fig. 13C

le è stato prospettato un trattamento in due fasi: fase 1-test di trazione per valutare la mobilità del canino (caratteristica fondamentale di questa fase deve essere la completa reversibilità del sistema applicato, senza modificare definitivamente le arcate dentali, cosicché, in caso di esito negativo del test, si possano adottare altre soluzioni, non necessariamente ortodontiche); fase 2-allineamento del canino in arcata in caso di esito positivo della fase 1. E’ stato, quindi, progettato (Fig.14)

Fig. 14

e applicato, dopo l’aggancio chirurgico-ortodontico di 1.3 preservando 5.3, un dispositivo di trazione palatale custom made (Fig.15-16)

Fig. 15

Fig. 16

caratterizzato da una estensione adeguata ma da ingombro minimo. Dopo l’iniziale trazione verso distale, al dispositivo custom è stata applicata, mediante fresatura intraorale della struttura e fissata con resina adesiva, una leva in filo TMA .017x.025 per trazione verticale (Fig.17).

Fig. 17

In 6 mesi il canino è erotto, con una lieve perdita di ancoraggio verticale, decretando il successo della fase 1 (Fig.18).

Fig. 18

Il dispositivo di trazione è stato rimosso e il trattamento verrà completato mediante apparecchiatura linguale fissa senza attacchi (Fig.19-20).

Fig. 19

Fig. 20

La sinergia con TADs sarà il prossimo passo…

 

  1. Effect of rapid maxillary expansion and transpalatal arch treatment associated with deciduous canine extraction on the eruption of palatally displaced canines: A 2-centerprospective study. LM. Sigler,T. Baccetti,b and JA. McNamara. Am J Orthod Dentofacial Orthop 2011;139:235-244.
  2. Preventive treatment of ectopically erupting maxillary permanent canines by extraction of deciduous canines and first molars: A randomized clinical trial. G. Alessandri Bonetti, M. Zanarini, S. Incerti Parenti, I. Marini and MR. Gatto. Am J Orthod Dentofacial Orthop 2011; 139:316-23.
  3. Cone-beam computed tomography vs conventional radiography in visualization of maxillary impacted-canine localization: A systematic review of comparative studies. Am J Orthod Dentofacial Orthop 2017; 151:248-58

 

* progetto del Dr. Matteo Beretta

** i-3D Professional, Bari, Italy www.i-3dprofessional.it

*** Trilor www.bioloren.com